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Gian Carlo Scotuzzi
 
 

 

PROGRESSO SCIENTIFICO E REGRESSO SOCIALE

Vuoi guarire dalla leucemia? Sborsa mezzo milione di euro

Mettiamo ‒ il Caso non voglia ‒ che ti becchi la leucemia linfatica acuta. È un cancro che spesso resiste alle terapie tradizionali e uccide rapidamente. Ma tu puoi guarirne, e in fretta. Se hai oltre mezzo milione di euro per curarti.
La multinazionale elvetica Novartis ha infatti collaudato un farmaco di sicuro e, ribadisco, lesto effetto: si chiama Kymriah e costa 400 mila euro, cui devi aggiungerne almeno altri 100 mila per pagare gli specialisti che te lo somministrano e la clinica privata. Non c’è Servizio Nazionale al mondo che intenda sborsare cifre simili per salvare la pelle a un cittadino qualsiasi come te, mentre i soldi li trova se a beccarsi il cancro è un politicante, uso e abuso e godersi la vita in via esclusiva e privilegiata, e sempre a spese della comunità.
Ma l’avvento sul mercato di questo farmaco non fa notizia per il suo costo iperbolico. Ci sono terapie assai più costose: si pensi al trapianto di midollo, alternativo al farmaco, che svetta sugli 800 mila euro. No, il Kymriah ha rilevanza socio-politica ‒ al di là delle sue benemerenze scientifiche, ovvio ‒ per la rassegnazione con la quale i media ne hanno accettato la rubricazione tra le medicine a pagamento, come fosse una crema antirughe o uno sciroppo da banco. Qui sta l’esorbitanza del suo prezzo: sulla non accollabilità ai Servizi Sanitari nazionali.
Se un cittadino demunito sta morendo di cancro, lo Stato, cioè la comunità dei contribuenti, ha il dovere di sborsare, ciascuno in quota proporzionata al proprio reddito, quanto serve per guarirlo, giacché la vita umana non ha prezzo, e per vita umana si deve intendere la vita di tutti, non soltanto quella dei solventi. Tra le indecenze quotidiane esibite dall’Italia e da similari Paesi quartomondisti, c’è la questua dei parenti di malati poveri reclamanti solidarietà individuale per fronteggiare terapie che il Servizio Sanitario non paga. Anche a far la tara dei casi fasulli, cioè di quanti millantano congiunti in ambasce per impietosire benefattori in buona fede e arricchirsi (casi frequentissimi nel Mezzogiorno), è un fatto che la sanità privata si dilata a scapito di quella pubblica; che un sempre maggior numero di pazienti deve metter mano al portafogli se vuole guarire; che i poveri sono curati sempre meno e sempre peggio. È un bollettino di guerra alimentato da tagli criminali alla spesa sanitaria pubblica, in un contesto di corruzione e dissipazioni e ruberie in linea con il degrado etico complessivo di uno Stato talmente privatizzato e malgestito da indurre molti disperati a rimpiangere quello assistenziale di Benito Mussolini.
Ma facciamo fatica a mettere al muro gli esecutori di tanto sfascio sanitario senza punire i mandanti. A differenza di Paesi dove la democrazia è anche formalmente scomparsa, poiché la maggioranza assoluta degli elettori diserta le urne (negli Stati Uniti e ora anche in Francia, per esempio), in Italia la maggioranza assoluta dei cittadini continua ad andare a votare. E a eleggere la solita casta di politicanti cialtroni, che tra l’altro affossa la sanità pubblica. Per cui, quando il malato non-solvente si lagna di non trovare medici e ospedali e farmaci gratis, bensì a prezzi vieppiù stratosferici, e dunque si scopre condannato a sofferenze e invalidità quando non a morte, faccia un esame di coscienza: se avesse votato con intelligenza e onestà, scegliendo mandatari preoccupati di tutelare i valori fondamentali (a cominciare dal diritto alla salute) e l’interesse collettivo, si ritroverebbe malato e negletto?
Fine della rampogna ai cittadini incoscienti, torniamo al Kymriah e ai farmaci similari prodotti da altre case farmaceutiche per chiederci: perché costano un occhio della testa?
Per due motivi. Il primo è che si tratta di farmaci confezionati su misura del singolo paziente. Per fabbricarlo, prelevano dal malato l’elemento patogeno, lo elaborano e lo rendono capace di aggredire e distruggere il cancro e poi lo rimettono nel corpo del paziente. Logico che un farmaco personalizzato, realizzato esclusivamente per quel paziente lì e adatto soltanto a lui, abbia costi di produzione assai più elevati rispetto ai farmaci sfornati in serie e validi per tutti. Il secondo motivo per cui Kymriah e simili vengono venduti a prezzi stratosferici è che i produttori se ne approfittano. Avendo deciso di dedicarsi alla guarigione dei soli solventi ‒ anzi: dei solventissimi ‒ calcano la mano, giacché hanno promesso agli azionisti che con queste prodezze scientifiche faranno un sacco di soldi.
E il malato povero, di soldi e di spirito, si ritrova sul Golgota, senza capire come ci sia finito, e sorpreso di non trovare soccorso dalla Maddalena che contribuì a far fuori.

 

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