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Gian Carlo Scotuzzi
Redazione@ilcronista.eu - Il pallino segnala gli articoli liberamente accessibili.
 

 

POLONIA

La riforma della Giustizia al vaglio del parlamento

I governanti, legittimamente eletti dalla maggioranza del popolo, vogliono subordinare la magistratura all’esecutivo, così stravolgendo quella divisione dei poteri ritenuta dai seguaci di Montesquieu la base della democrazia. Anche Silvio Berlusconi, quand’era al governo, pretendeva fare la stessa cosa. Ma all’epoca e in Italia, diversamente da quanto avviene oggi in Polonia, l’Unione Europea non trovò nulla da ridire sui disegni antidemocratici di Berlusconi, così come non ha mai eccepito il golpe militare effettuato in Ucraina su istigazione del governo degli Stati Uniti. Ben venga la conversione dell’UE allo Stato di diritto: ma perché tutelarlo esclusivamente a Varsavia?

 

MALASTAMPA

Quando i pennivendoli assolvono l’indagato

I presunti criminali eccellenti, tali ritenuti dai magistrati, non si preoccupano tanto delle conseguenze processuali, giacché possono permettersi di pagare avvocati e affidarsi a scappatoie legali che conducono all'impunità o a pene risibili. L'unica cosa che li spaventa è finire sui giornali. Ma se i giornalisti, venendo meno al dovere deontologico, non menzionano per nome e cognome i presunti criminali eccellenti, costoro si godono l'impunità totale. Succede anche quest’oggi: all’opinione pubblica viene negata l’identità di decine di medici inquisiti perché sospettati di aver incassato mazzette dalle case farmaceutiche in cambio di prescrizioni di medicine che non avrebbero dovuto prescrivere. A conferma della declinazione classista di questo andazzo assolutorio mediatico, le generalità anagrafiche dei sospettati poveri o comunque non-eccellenti sono sempre riferite per esteso. Il che dimostra come l’esimente del garantismo, invocata dai pennivendoli per giustificare la loro magnanimità omissiva verso potenti e locupleti, sia una scusa penosa. Ecco una rassegna di casi eclatanti...

 

ARTICOLO CORRELATO

I maghi che ti fanno sparire

A beneficio dei politicanti scaltri e dei ricchi propensi a delinquere operano decine di società di consulenza e di studi legali specializzati nell'offrire invisibilità mediatica…

 
 

 

FRANCIA: NECROLOGI E SOPRAVVIVENZE

Adieu, monsieur Max. Bon travail, monsieur Robert

I cultori della storia ufficiale perdono, con il professor Gallo, un superbo divulgatore e fine letterato, membro dell’Académie Française, la vestale della lingua transalpina. I cultori della Storia autentica continuano a beneficiare delle ricerche controcorrente del professor Faurisson, uno scienziato tra i più perseguitati, isolati (nonché fisicamente aggrediti) dagli odierni Torquemada d’Europa. Il confronto tra i due personaggi...

 
 

 

LA GREZZA ARTE D’INTORTARE GLI ELETTORI

Il mini-ramadan del sindaco di Besnate

Anche il Varesotto è invaso da africani e mediorientali importati da un governo che, intruppato nella NATO, li ha bombardati sino a ieri per rapinarli delle risorse nazionali e indurli a venire qua. I ministri decidono quanti ne devono arrivare e come sparpagliarli per l’Italia, appioppandoli ad autoctoni che cominciano a rendersi conto di quanto il buonismo fasullo ed esasperato conduca a convivere con estranei affamati e sgradevoli da sopportare, gli unici a goderne essendo coloro che li sfruttano e che comunque non ci abitano accanto. Così, ovunque la popolazione italiana insorga contro l’ennesimo approdo d’importati, i sindaci concordano con il governo una manfrina per chetare la protesta. Si proclamano indignati quanto e più dei loro amministrati e promettono fuoco e fiamme, ma poi non fanno nulla e gli extracomunitari restano dove governo e sindaco hanno concordato stiano, a ingrassare cooperative sedicenti solidaristiche e padroni di case, nonché a rimpiazzare gli operai del posto mandati anticipatamente in pensione proprio per far posto ai forestieri. Così, quando la popolazione di Besnate è insorta contro l’ennesimo arrivo d’una trentina d’immigrati, il sindaco ha tuonato: «Ne avevo concordati con il prefetto la metà! O lui rispetta i patti, oppure inizio lo sciopero della fame». Nessuno s’è preoccupato, perché le astinenze alimentari dei politici, in Italia, sono da sempre la versione accorciata ed edulcorata del digiuno mussulmano, salutare in un Paese di mangioni in sovrappeso. Il ramadan del primo cittadino di Besnate è stato fulmineo, il tempo per il prefetto di ridurre i nuovi arrivi a 15. Così i paesani hanno accettato senza più fiatare la quota inizialmente fissata dal governo. Dice un proverbio cinese: «Se rapini un passante di dieci monete e poi gliene restituisci cinque, ti riterrà un benefattore».

 

ARTICOLO CORRELATO, DEL 28 MARZO 2005

BRESCIA: ESIBIZIONISMI FESTAIOLI ED ELETTORALI

• La stampa celebra i finti scioperanti della fame

Per astenersi dal cibo per una sola giornata, s’inventano la dieta a staffetta. Il pretesto: la pace, slogan che non costa nulla e che è condiviso anche dai belligeranti. Un ricatto inaccettabile.

 
 

 

A PROPOSITO DI VECCHI POVERI, MALATI E TRASCURATI

Il meritato calvario senile

Gli anziani del 2017 quarant’anni fa erano adulti sani, potenzialmente in grado di esercitare le prerogative di cittadini e dunque di contribuire alla crescita morale e civile della società. Invece hanno fatto un po’ i gaudenti irresponsabili e molto i vili disertori dal fronte dello sviluppo dello Stato sociale, chiudendo gli occhi dinanzi al suo smantellamento. Oggi colgono i dolorosi esiti di una giovinezza e di una maturità dissipate a rinnegare gl’imperativi della solidarietà e a coltivare il proprio esclusivo orticello nell’illusione che i frutti della sanità, dell’assistenza e delle dignitose pensioni pubbliche crescessero sugli alberi, da qualche parte…

 
 

SIRIA E DINTORNI

350 finti voli diplomatici per spedire armi ai terroristi

Da sette anni 17 Stati capitalisti, compresa l’Italia in un ruolo di comprimario marginale, sono coinvolti nel più importante e criminale traffico d’armi internazionale della Storia. Obiettivo: alimentare guerre mercenarie in Siria e  in ogni altro Paese oggetto della moderna crociata coloniale. L’operazione, battezzata dalla CIA Timber Sycamore ha spedito, tramite 350 sedicenti voli diplomatici (nonché navi partite anche da Livorno) dozzine di migliaia di tonnellate d’armi destinate in gran parte al massacro di popolazioni civili. Tutto questo viene ora alla luce grazie soprattutto alla coraggiosa inchiesta della giornalista Dilyana Gaytandzhieva, pubblicata il 2 luglio scorso sul quotidiano di Sofia Trud (Lavoro). Eccone i tratti salienti…

 
 

 

I NOSTRI INCONTRI

Dall’età della pietra all’età della palla

Nausicaa, quella dell’Odissea, ci giocava nel V secolo prima dell’èra volgare, cioè oltre due millenni e mezzo fa. Poi vi si dilettarono Spartani e coevi e da allora il sollazzo è rimpallato ai fanciulli dei secoli successivi. Ma nel nostro si esagera: la palla si è metamorfosata in bue d’oro e i suoi adoratori ne hanno fatto l’essenza della vita, sino a sacrificarle la percezione dei fini e la vocazione gregaria, cioè i tratti salienti del bipede superiore. Dal calcio al tennis alle bocce al biliardo e via elencando ludi infantili, la magica sfera, forma instabile per antonomasia e allusione perfetta al dominio del Caso, continua a stregare un insieme preponderante di adulti mancati, quasi sovrapponibile all’insieme di quelli che la sociologia classifica come incolpevoli, cioè spettatori passivi ‒ dunque implicitamente complici, chiosiamo noi ‒ dei drammi sociali e politici che ci travagliano.
Sintesi della relazione tenuta all’incontro di Brescia e del dibattito che n’è seguito.

 
 

 

L’EREDITÀ DI EXPO 2015

Gli strascichi economici e giudiziari di un luna-park spacciato come fiera campionaria

Osannato da schiere di pennivendoli, fu la pacchia di politicanti arraffoni e callidi appaltatori. Motivato dall’esigenza mercantile di esibire le prodezze tecnologico-produttive dei Paesi partecipanti, fu un fiasco, mediaticamente mascherato dalla celebrazione di folle popolane raccattate ovunque e con ogni espediente allo scopo di gonfiare il numero dei visitatori, quali che fossero. E dopo due anni continua a far danni…

 

I professionisti dell’autolesionismo

Hanno trovato la maniera di guadagnare facendosi fare male. Per esempio ho conosciuto Telio, ex mandriano bergamasco…

 
 

 

LA PESTE DEGLI INFORMATORI DI POLIZIA

• Se Giuda soccorre il Maigret mancato

Succede tra gli inquirenti di tutto il mondo: quando non trovano il colpevole di reati per i quali la pubblica opinione chiede giustizia, ricorrono a un delinquente che glielo trovi al posto loro, facendo la spia. Lo spione viene retribuito a volte in denaro, a volte con l’inconfessabile licenza di delinquere nell’impunità, più spesso con entrambe le mercedi. Accade così che il cittadino si trovi esposto ai microcrimini commessi dagli informatori protetti da coloro che sono pagati per perseguirli. E che la delazione diventi sinonimo di impunità.

 

DA LE MONDE EN CONTINUE

Dopo le dichiarazioni di Macron sulla natalità africana: la verità dei numeri

La natalità africana alimenta la fantasia. Ecco come stanno le cose, ora che ci sarà un ulteriore finanziamento di 2,5 miliardi di dollari destinato alla pianificazione familiare nel mondo.

di Elena Blum

 
 

 

L’EUROPA DEI SANT’UFFIZI

Gli Stati si precostituiscono l’alibi alla censura preventiva

Ecco il paralogismo che parlamenti proni ammanniscono al popolo per il tramite di pennivendoli rotti anche a questa bisogna che abiura ogni residuo di deontologia.

 
 

 

RIFLESSIONI SU G20 E DINTORNI

Le processioni vacue e gioiose, a volte teppistiche, contro i crimini di lorsignori

Il termine resistenza evoca concetto difensivo, da Linea Maginot. Chi contrasta una forza che pretende schiacciarlo o cacciarlo, al massimo resta quel che è o dov’è. Resistere alle violenza del capitalismo globale, che distrugge posti di lavoro, ne peggiora le condizioni, smantella i singoli Stati sociali, deporta milioni di persone e altre ne massacra, significa contenere tutte queste nequizie, o al massimo placcarle. Ma per combatterle al fine di arretrarle e sconfiggerle bisogna muovere da una mentalità evoluta rispetto a quella resistenzialista o addirittura manifestaiola: bisogna acquisire un concetto offensivo e costruttivo insieme, da Linea Sigfrido. È illusorio pensare di combattere il capitalismo globale con uno zaino da escursionisti vacanzieri e peregrinare con slogan e striscioni goliardi lungo sfilate carnascialesche: sono atteggiamenti da burattini che si prestano a essere manovrati su un palcoscenico mediatico funzionale a quella politica del panem et circenses (con scarso o nullo pane, appunto) praticata dal potere per indurre il popolo ad appagarsi d’una libertà illusoria, fatta di simboli e di eversioni caricaturate e innocue, che lo tengono in briglia. Al contrario, e al concreto, praticare l’antiglobalismo comporta informarsi, studiare, confrontarsi, associarsi, redigere un progetto politico e allestire un’organizzazione che lo serva; comporta ossequiare una scala di valori e di priorità dove egoismo e familismo sono banditi. La rivoluzione non sa che farsene di pagliacci, di superficiali, di goderecci, di ignoranti, tutti espressione d’immaturità e degrado sociale funzionali al dominio d’un capitalismo involvente allo stadio di ferocia sociale e bellica estrema: o noi saggi e razionali troviamo la maniera di sostituirlo con una gestione della cosa pubblica a misura d’uomo, e ci attrezziamo degli strumenti idonei, oppure per le generazioni a venire sarà durissima…

 

ARTICOLI CORRELATI

 

Resoconto delle sfilate di Amburgo

La città anseatica invasa da decine di migliaia di urlatori colorati, per la gioia dei bottegai di periferia, e da centinaia di teppisti, per la gioia dei loro danneggiati che saranno risarciti con lucro

 

MAGGIO 2015: MILANO

Primo Maggio dei miracoli

Cronaca delle manifestazioni per la festa dei lavoratori e di quella per avversare Expo 2015. E delle prevedibili, spettacolari e scarsamente contrastate scorribande dei Black Bloc.

 

5 LUGLIO 2001: UNA CONTESTAZIONE FUNZIONALE AL REGIME

G8: i buoi di Genova

 
 

 

POLIZIOTTI EUROPEI SENZA FRONTIERE

Al G20 anche 200 gendarmi austriaci

Sono stati richiesti da Angela Markel a causa della loro particolare specializzazione nel fronteggiare moti di piazza. Il grosso del contingente formato dall’unità Wega di Vienna. Una trasferta resa possibile dall’omogeneità della lingua e prodromica a integrazioni funzionali permanenti tra il primo Paese europeo, il suo ex vassallo e i vassalli futuri…

 
 

IL RADUNO DEI CAPI DI STATO AD AMBURGO

G20

Si ritrovano tutti soltanto per la foto di gruppo e l’approvazione di qualche vacua dichiarazione di principio. Per il resto, i potenti della Terra si dedicano a mercanteggiamenti bilaterali o comunque a poche voci, dove i più forti impongono con rito leonino patti che, quantomeno nella loro interezza e schiettezza, vengono taciuti alla pubblica opinione, cui invece si ammannisce lo spettacolo teppistico di microillegalità programmate e gestite con somma e collaudata perizia hollywoodiana. Sicché i fini e gli esiti di queste negoziazioni internazionali sfuggono ai popoli che ne pagheranno il prezzo, in termini di nuova povertà generata dall’ennesimo assestamento della divisione internazionale del lavoro, di scombussolamenti sociali conseguenti a epocali importazioni di manodopera, e di minori libertà individuali motivate dalla necessità di contrastare il modesto terrorismo cui ricorrono per disperazoine le vittime di quello coloniale praticato da tutti e 20 i galantuomini sorridenti in riva all’Elba.
In tanta desolazione morale spicca, alla solite e per vocazione a sudditanza agiata, il cialtronismo della stampa di regime, che del resto faticherrebbe a spiegare eventi di cui mostra di capire ben poco…

 

ARTICOLO CORRELATO

La rivoluzione simbolica celebrata dal quotidiano Junge Welt

 
 

 

NAVI PORTACONTAINER

… e noi contribuenti paghiamo le follie degli armatori

Nella miglior tradizione del capitalismo più miope, da anni l’offerta di trasporto tracima la domanda. Per contenere il crollo dei noli, si perseguono economie di scala, abbattendo ogni anno centinaia di navi troppo piccole e costruendone d’immense, mentre gli operatori si associano. Il 12 maggio scorso è entrato in servizio lo scafo più gigantesco (per il momento), il cinese OOCL, basato a Hong kong, capace d’imbarcare 21.413 TEU – sigla dei contenitori lunghi 20 piedi, poco più di 6 metri – mentre colossi analoghi sono in cantiere a centinaia, il primo dei quali annuncia oggi il varo. Tanto dissennato disfare e rifare sempre più grande genera sprechi e disastri faraonici: inquinamento del pianeta, dissipazione di manufatti tutt’altro che obsoleti, dai bastimenti agli scali dedicati, drenaggi infiniti di porti e dei fiumi che conducono agli approdi interni, come Amburgo, poi riduzioni di manodopera, contributi pubblici agli operatori meno accorti affinché non falliscano. Tutti oneri che finiscono in buona parte sul gobbo dello Stato, cioè a carico dei contribuenti. E siccome l’80% delle tasse è pagato dai lavoratori dipendenti, ecco che gli operai, oltre a perdere il posto di lavoro perché le loro fabbriche si sono trasferite in Cina, debbono anche pagare il trasporto dalla Cina a qua delle merci che non possono più produrre.
Analisi di un comparto dove la privatizzazione dei profitti e la collettivizzazione delle perdite è particolarmente scandalosa…

 
 

 

AGONISMO, ANTIDOTO ALLA POLITICA POPOLARE

Dal Colosseo al Circo olimpico mondiale

La macchina olimpica divora annualmente di che soddisfare cospicua quota dei bisogni primari inappagati dei ceti meno abbienti. Stipendia stuoli di funzionari e foraggia schiere di atleti-burattini affinché adempiano al ruolo che i padroni di ogni Stato le assegnano: narcotizzare le masse con dosi massive di disvalori, il primo dei quali è l’ammirazione di caratteristiche fisico-psichiche che, in una società valoriale, sono, per la parte naturale, configurabili come anomalie a volte patologiche, e, per la parte volontaristica, come abiure dell’etica e dunque come comportamenti socialmente censurabili. Nei circenses universalizzati e polverizzati in miliardi di schermi a essere dati in pasto alle fiere, per il diletto d’animali superiori, sono il buonsenso e la solidarietà. Eppure non si trova un solo partito politico che abbia morale, cultura e ardire per attaccare le olimpiadi mangiasoldi e mangiacuori; quanto agli intellettuali ostili a questi spettacoli degradanti, bisogna cercarli col lanternino.
Incontriamo queste rare teste pensanti e poi facciamo i conti in tasca ai comitati olimpici, quello ecumenico come quelli nazionali, cominciando dai più corrosi e corrosivi, come il CONI

 
 

STATI UNITI

La  malastampa al servizio dei golpisti

Un’interessante analisi di Thierry Meyssan, fondatore e presidente di Réseau Voltaire, nonché consulente politico di più governi tra cui quello siriano, riconosce a Donald Trump qualche buona ragione per criminalizzare in blocco la stampa americana, assurta a Quarto Potere degenerato, cioè inteso come espressione di quel contropotere oscuro e incostituzionale che ostacola il presidente costituzionalmente eletto. Ora, se le rampogne contro la stampa nel suo complesso, sempre più reiterate dai giornalisti indipendenti di tutto il mondo, sono approssimazione divulgativa condivisibile come sfogo d’abbrivio, esse demeritano quando perdurano lungo tutte le analisi e si assolutizzano, come se, volendo giustamente buttare l’acqua sporca, si buttasse anche il bambino che vi è stato lavato. Mi spiego.
La stampa è assimilabile a una foresta eterogenea che ossigena il pianeta democratico. Il cittadino – non già il popolano semianalfabeta – creperebbe di asfissia cognitiva se non respirasse informazione a pieni polmoni. La puntuale conoscenza degli eventi è condizione di libertà, premessa per valutare e agire. Ora, l’informazione, al pari della funzione clorofilliana inarrestabile salvo oscurare ogni albero, zampilla da ogni voce, da ogni scritto, da ogni immagine veicolati da un umano all’altro. È informazione il volantino di fabbrica ciclostilato per denunciare i soprusi del padrone e chiamare gli operai alla lotta; è informazione il polo Réseau Voltaire che aiuta schiere di intellettuali a decifrare le malefatte dei Poteri; ed è informazione anche il blocco mediatico che, nelle lande capitaliste odierne, è monopolizzato da un plotone di videocrati. Chiaro che questa panoplia diffusiva spazia dall’arma bianca alla cannoniera ai superbombardieri, assai eterogenea anche per il tasso di verità dei contenuti e per l’etica dei fini nonché per i risultati in termini di audience e di capacità persuasiva, ma è con questa selva di voci e immagini, dal medium più onesto e povero al più corrotto e demunito, che ogni politico democratico, cioè chiunque questui ascolto e consensi da parte del popolo, deve fare i conti. In un mondo de-mediatizzato non ci sarebbero né mandatari bisognosi di comunicare né mandanti bisognosi di essere “comunicati”. Cioè non vi sarebbero cittadini consapevoli, ma solo popolani-consumatori.
Ed eccomi al punto: il popolo. Quando Trump, e quanti gli fanno eco, imprecano contro i media americani, in realtà si riferiscono esclusivamente a quelli mercenari e bugiardi, ancorché imperanti. Certo non si riferiscono alle imprese editoriali e ai giornalisti che servono la Corretta Informazione come un monaco la trappa. Ora, è un fatto che la stragrande maggioranza del popolo si abbevera ai media preponderanti, cioè a fonti avvelenate. Che puzzano di marcio lontano un miglio, sicché un cittadino dotato della minima autonomia critica dovrebb’essere in grado di cogliere l’inverisimiglianza e l’incongruenza delle notizie, e dunque di bollarle come false. Insomma, se sulla piazza del mercato affacciano bancarelle che vendono vini pregiati ma quasi tutti vanno a comprare fiasche di fiele nel supermercato rutilante, è giusto sparare sugli avvelenatori del popolo, ma è altrettanto doveroso prendere a calci chi se ne lascia avvelenare. A calci, sì, perché farsi un’opinione basata su premesse fallaci comporta poi puntare il fucile elettorale dalla parte sbagliata. In una democrazia basata sul suffragio universale l’ignoranza e l’acrisia sono crimini.
Invece no: sul proscenio dove scorrono le tragedie della Storia il popolo è l’unico attore che va comunque e sempre applaudito. Eppure non c’è sommo politico – non c’è Trump – e non c’è sommo giornalista – non c’è Meyssan – che s’azzardi ad imputare la pandemia di disinformazione, matrice d’ogni nequizie collettiva, al primo colpevole: il popolo (s)provveduto che ingolla ogni scemenza diffusa dai network dominanti, anche quando è consapevole – o dovrebbe esserlo se ossequiasse la civilistica “diligenza del buon padre di famiglia” – d’ingerire robaccia tossica.
Un esempio e una provocazione: perché non si suggerisce a Trump di farsi carico di questa propensione del popolo alla dabbenaggine somministrandogli, per il tramite dei buoni media, quelle verità sinora censurate e che avrebbero la prorompenza di scuoterlo, questo popolazzo allocchito? Perché non comincia a svelare chi e perché allestì la messinscena degli attentati dell’11 settembre 2001? Gli basterebbe andare in televisione, brandire un buon libro-inchiesta – come quello di Meyssan – proclamare di condividerne i contenuti, indi esigere il processo ai terroristi autentici dell’11 settembre, che del resto risiedono tutti nel raggio di qualche chilometro dalla Casa Bianca, e infine esortare quantomeno i suoi elettori a leggerlo, a documentarsi, a verificare. Non dimentichiamo che è suggendo alla grande menzogna dell’11 settembre che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno giustificato quasi tre lustri di nuove guerre coloniali…

[Ricordiamo che il testo completo è riservato ai lettori abilitati]

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 4 LUGLIO 2017

• Donald Trump di fronte al Quarto Potere

Arrogandosi il titolo di “4° potere”, la stampa statunitense si è posta sullo stesso piano dei tre poteri democratici, benché i media non godano di alcuna legittimità che derivi dal popolo. Tanto negli Stati Uniti che all’estero i giornali stanno conducendo una vasta campagna contro il presidente Trump, volta a denigrarlo e a provocarne la destituzione. Questa campagna, iniziata la sera stessa dell’elezione di Trump, ossia ben prima del suo arrivo alla Casa Bianca, sta ottenendo un grande successo nell’elettorato democratico e negli Stati alleati, dove la popolazione è convinta che il presidente degli Stati Uniti non sia sano di mente. Gli elettori di Donald Trump resistono e il presidente riesce a combattere efficacemente la povertà.

di Thierry Meyssan

 
 

 

STORIE DI ORDINARIA DISPERAZIONE POLITICA

«Meglio aderire a un partito comunista piccolo e ai limiti del folclore, piuttosto che limitarsi a maledire il capitalismo globale»

Dinanzi all’aridità morale e civile della classe degli intellettuali italiani nel suo complesso, un paio di scienziati ai vertici accademici nei rispettivi settori di competenza si sono adattati alla militanza in un sodalizio sparuto e parolaio, sventolante falce e martello e replicante proclami di mezzo secolo fa. Ecco come simboli e riti surrogano analisi aggiornate ed efficacia rivoluzionaria…

 
 

 

FRANCIA

I magistrati denunciano la giustizia negata

Su molti reati non si indaga più perché la polizia giudiziaria e i giudici sono sovraccarichi; per lo stesso motivo si lasciano andare in prescrizione una montagna di procedimenti. La colpa? Dello Stato, che anzi ne ha due: da un lato nega all’attività inquirente e a quella giudicante i mezzi umani e materiali per lavorare; dall’altro emana decreti e stimola leggi che criminalizzano un sempre maggior numero di comportamenti dei cittadini, con il pretesto di contrastare un terrorismo d’importazione del resto innescato dalle guerre coloniali lanciate dal governo medesimo.
Un esempio di questa inflazione penale: se ti beccano cinque volte a prendere l’autobus senza biglietto vai sotto processo (giusta illode a una grida sulla sicurezza dei trasporti), mentre prima te la cavavi con una multa. Sicché migliaia di imputati di nuovi reati intasano le aule di tribunale, in concorrenza con imputati di delitti più gravi. Risultato: stuoli di presunti colpevoli restano impuniti mentre i tempi della detenzione in attesa di giudizio si allungano.
Surrogando partiti politici d’opposizione che non ci sono più o che hanno smesso di fare il loro dovere, i magistrati si sono decisi a denunciare tutto in un
Libro nero

 

SULLO STESSO ARGOMENTO, DA LE MONDE DEL 4 LUGLIO 2017

• Amianto, il diniego della giustizia

Francia e Italia: legislatori e togati sulla stessa barca della complicità con gli assassini bianchi.

di Benoît Hopquin

 
 

 

L’INVASIONE DEL 1999 PRESENTA IL CONTO

Pochi si dolgono per i soldati italiani incancreniti dalle bombe all’uranio lanciate sulla popolazione jugoslava; pochissimi si dolgono per coloro che le subirono

Secondo l’Osservatorio Militare, 331 soldati italiani sono morti di tumore per aver maneggiato ordigni radioattivi, mentre 3.764 ne soffrono. Di tanto calvario si parla poco o punto, perché il farlo implicherebbe, per i Paesi della NATO, riconoscersi responsabili di crimini di guerra che hanno raggiunto stazza di genocidio, con centinaia di migliaia di morti e milioni di deportati. Se le colpe di chi ordinò ai soldati di maneggiare ordigni radioattivi sono velate dalla censura, sono invece gettate completamente nel dimenticatoio della Storia le tragedie delle popolazioni bombardate. Se una bomba all’uranio nuoce al soldato che la ficca nel cannone o sotto le ali di un aereo, che effetti può avere quando deflagra in piena notte nella camera da letto di bambini? E quante vittime ha provocato e continua a provocare l’irraggiamento di uranio sulle popolazioni?
Quando anche l’Italia partecipò alla guerra della NATO contro la Jugoslavia, effettuata sotto il comando USA e senza autorizzazione dell’ONU, al governo c’era Massimo D’Alema, alfiere d’una coalizione sedicente di sinistra, condivisa anche dall’estrema sigla parlamentare, il PDCI (Partito dei Comunisti Italiani), con Oliviero Diliberto ministro della Giustizia. Tutt’i partiti, nessuno escluso, condivisero senza fiatare un’intrapresa bellica connotata di nequizie condannate persino dalle tollerantissime Nazioni Unite e dalla Convenzione di Ginevra, ultrapermissivo codice che pretende contenere la ferocia dei conflitti.

 

ARTICOLO CORRELATO

In Serbia il macello continua: ogni giorno del 2017 nasce un bambino avvelenato dall’uranio

L’epidemia radioattiva scatenata 18 anni fa ha provocato, oltre a una schiera di morti, una quantità tale di malati che gli ospedali non hanno abbastanza soldi per curarli. Questa penuria ha spinto un collettivo internazionale di 26 avvocati (di Serbia, Germania, Francia, Italia, Russia, Cina, Gran Bretagna e Turchia) a perseguire la NATO in giustizia, al fine di ottenere il risarcimento dei danni e disporre così dei mezzi per lenire le sofferenze dei bombardati.

 
 

 

USARE I MEDIA AL MEGLIO E DIFENDERSENE

A lezione di libertà

Non c’è crescita senza sviluppo del pensiero logico, articolato in una catena di premesse e conseguenze: ciò presuppone un insegnamento non meramente trasmissivo, ma stimolatore di elaborazioni. Per questo, tra le funzioni primarie della scuola dovrebbe spiccare l’educazione all’autonomia critica, consistente nello sviluppare negli alunni la capacità di valutare le informazioni e di inserirle in una rete di conoscenze, in modo da verificarne la verisimiglianza e la congruenza: un processo indispensabile a maturare un’opinione corretta. Sono queste le premesse all’allevamento di cittadini in grado di tutelarsi da un bombardamento mediatico frammentato di cui altrimenti sfuggirebbero i fini.
Incontro con un’insegnante specializzata in materia.

 

EUGENICA E GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA

Iperfamilia versus società solidale

Orfano di madre e padre naturali, il nuovo “cittadino del mondoˮ viene generato nel tempio della massima evoluzione della tecnica genetica e allevato in comunità dove si sperimentano culture e stili di vita collettivi a prova di egoismo.
Una guida d’eccezione ci introduce ai luoghi dove «per governare bisogna essere onesti e sapienti e dove si prepara il funerale alla democrazia fondata sul culto letale dell’illusione dell’immortalità individuale per interposta progenie…»

 
 

 

SIRIA

Contr’ordine di Trump e Putin agli ascari europei

L’opinione pubblica del Vecchio Continente, che da un lustro viene martellata dalla propaganda bellica sulla necessità della santa crociata contro il governo di Damasco e ha plaudito all’invio di armi e soldati a sostegno del terrorismo dei Fratelli Mussulmani, adesso che USA e Russia hanno stravolto alleanze e obiettivi è disorientata. Abituata a capire poco, rilutta a non capire nulla e il suo smarrimento preoccupa i collettori di voti…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 27 GIUGNO 2017

• Islam e clericalismo nel Medio Oriente allargato

In Occidente è di moda dissertare su “compatibilità fra islam e democrazia” o su “islam e laicità”. Ragionare in questi termini sottintende che, per propria natura, l’islam è radicale; non sarebbe perciò una religione ma una corrente politica. Sicché i mussulmani più “radicali” sarebbero terroristi e viceversa. Cionondimeno, da circa un mese il Medio Oriente allargato, la cui popolazione è in maggioranza mussulmana, si sta dividendo tra fedeli e partigiani di una politica che li sta manipolando.

di Thierry Meyssan

 
 

 

RUANDA

Se il banchiere finanzia il genocidio

L’associazione Sherpa, Ong creata nel 2001 «per proteggere le popolazioni dai crimini economici», ha depositato a Parigi una denuncia contro BNP, primario istituto di credito francese. L’accusa: nel 1994 prestò alle truppe Hutsi i soldi per comprare armi che sarebbero servite a massacrare la popolazione Tutsi. Ne uccisero almeno mezzo milione, tra l’indifferenza delle truppe coloniali europee e a beneficio degli investitori stranieri e dei loro ascari locali…

 

OMICIDI BIANCHI

Impuniti i killer dell’amianto

Per decenni hanno mandato migliaia di operaie e operai a lavorare a contatto con fibre che provocano l’asbestosi, malattia che può covare anni prima di uccidere di cancro. Ma quando coloro che se ne sono ammalati, o i parenti di coloro che ne sono morti, chiedono la punizione degl’imprenditori responsabili (perché erano consapevoli della letalità dell’amianto) e un indennizzo, la giustizia s’inceppa. Accade in questi giorni in Francia, dove i magistrati si dicono incapaci di perseguire i colpevoli «a causa della difficoltà di risalire dal momento in cui l’asbestosi si manifesta a quello in cui è stata contratta».
In altri Paesi invece, come per esempio in Italia, i magistrati possono anche condannare un padrone-killer a tre lustri e passa di galera, ma poi gli appelli contro la sentenza vengono tirati per le lunghe sino a far scattare la prescrizione, cioè a consentire agli assassini (bianchi) di farla franca. Così i malati di cancro, o i parenti che loro sopravvivono, restano a bocca asciutta, di risarcimento morale e materiale. E la Giustizia con la G maiuscola e lo Stato ci scapitano in dignità e legittimità sostanziale.
Analisi dei casi più eclatanti.

 

LETTERATURA & POLITICA

Genitor ridens

Per tutelare esclusivamente la propria prole diventano feroci nei confronti del resto del mondo; pur di sistemare al meglio la figliolanza, peraltro allevata a loro immagine e somiglianza e destinata a diventare come loro, sono disposti a commettere ogni nequizia verso ogni altro prossimo. Così la famiglia, degenerata a soverchiante ragione di vita, diventa un cancro che si enfia a iperfamiglia, virus letale per i canoni etici di solidarietà che sono l’esito evolutivo di civiltà millenaria.
Da un’alzaia sul Naviglio Grande, nel Milanese, arriva una proposta per debellare questa pandemia che sta soffocando mondo…

 

Simone Veil

Ex presidente del parlamento europeo ed ex ministro della Sanità francese, è morta oggi a 89 anni.
Ha scritto di lei lo storico Robert Faurisson:

La femme qui a vécu plusieurs mois à «quelques dizaines de mètres» de l’enfer

Elie Wiesel et Simone Veil sont deux extraordinaires témoins d’Auschwitz. Tous deux sont d’accord pour affirmer qu’on y exterminait les juifs. Mais, pour le premier, cette extermination se faisait par le feu et non par le gaz : les Allemands précipitaient leurs victimes dans des fournaises, en plein air. Quant à la seconde, elle dit, du moins dans son autobiographie, avoir vécu à Auschwitz-Birkenau pendant plusieurs mois à proximité d’un crématoire mais sans comprendre qu’on y gazait des foules de juifs de manière systématique...

 

«Mi pagano un vitello 20 euro»

«Proprio così: non un soldo di più. Così, quando una mucca mi fa un maschio e io non so che farmene perché allevo bestie da latte, è più economico buttarlo via. Ma questa è solo una delle molte assurdità, economiche ma anche normative, con cui noi allevatori dobbiamo convivere…»

 
 

 

MALASTAMPA

La calunnia è un tornado

Benché sia assodato che gli unici a usare armi chimiche in Siria sono soltanto i mercenari al soldo della NATO, anche oggi la Repubblica, foglio della lobby sionista italiana, fa coro nei quotidiani agli ordini della NATO e insiste ad accusare il governo di Damasco. E allora delle tre l’una: o i lettori di questi giornali s’abbeverano esclusivamente a fonti di regime, oppure sono privi della minima autonomia critica, oppure tifano per chi gasa il popolo siriano.
Ecco chi sono e come
slavorano i pennivendoli con l’elmetto.

 
 

 

GRAZIE AL PACCHETTO-MOBILITÀ DELLA COMMISSIONE EUROPEA

«I TIR diventano bombe a orologeria»

Potranno circolare camionisti ancor più morti di sonno e ancor più costretti a guidare per troppe ore: sono le conseguenze della riduzione del periodo di fermo obbligatorio (sia delle ore giornaliere sia dei giorni lavorativi mensili) nonché dell’abbassamento delle paghe. La Commissione propizia ulteriormente il fenomeno del dumping salariale, con il quale alle imprese di trasporti dei Paesi ricchi basta trasferire formalmente la sede in un Paese povero per sfruttarne la più debole normativa sociale e retributiva. Gli incidenti stradali provocati dai mezzi pesanti, che sono i più letali, aumenteranno ma i profitti di lorsignori pure, ed è questo l’interesse prioritario del governo comunitario cui gli Stati hanno conferito i loro poteri e dinanzi al quale il parlamento europeo è impotente.
La denuncia di Frank Bsirske, capo dei Verdi a Bruxelles…

 
 

 

SIRIA

Giornalismo di guerra, dunque di menzogne

Da quando Francia e Gran Bretagna, mandatarie degli USA e spalleggiate da altri Paesi della NATO, hanno addestrato, foraggiato e coordinato torme di mercenari per abbattere il governo di Damasco, l’opinione pubblica mondiale è condannata alla disinformazione. Da un lato, è turlupinata dalla preponderante versione dei fatti propalata dai pennivendoli dei regimi aggressori, secondo i quali «in Siria il popolo oppresso si è sollevato contro il tiranno»; dall’altro, è esposta a una controinformazione che, pur correttamente smascherando le bugie dei media atlantisti, enfatizza i successi del legittimo governo di Assad (e dei suoi alleati) contro i terroristi aggressori. Sotto proponiamo uno scampolo, insidioso giacché di eccellente livello, di questi eccessi pro-Damasco.
La realtà è che la guerra difensiva intrapresa da Assad contro il terrorismo
made in NATO, indubbiamente sacrosanta e anche ricca di episodi eroici, non è mai stata integrata da quella resistenza popolare che un minimo di coscienza e senso del dovere civile avrebbe imposto a ogni cittadino coraggioso e responsabile. Al contrario, milioni di siriani sono fuggiti dinanzi all’invasore, rifugiandosi proprio in quei Paesi occidentali che hanno scatenato e continuano a sostenere l’invasione. Così Assad e il suo esercito, nell’impossibilità di fronteggiare da soli i burattini e i burattinai della NATO, hanno chiesto e ottenuto l’aiuto della Russia e di altri Paesi estranei all’atlantismo, come l’IRAN.
Disamina di una guerra il cui decorso e i cui esiti dipendono soprattutto dalle potenze che la utilizzano come campo di negoziazione dei propri rapporti di forza…

 

DA MONDIALISATION.CA DEL 23 GIUGNO 2017

• Siria vittoriosa

di Bruno Guigue

 
 

 

LA RESISTENZA AI BARBARI LIBERTICI

La seconda Rivoluzione Francese si prospetta franco-tedesca

Se la civiltà di un popolo si regge su capisaldi giuridici e sulla capacità di difenderli, e se le leggi dei luogotenenti nazionali della Commissione Europea li insultano in ogni Paese, è soltanto a Parigi e Berlino che gli intellettuali, soprattutto le vestali del Diritto, si ribellano, con proclami che stimolano battaglie politiche e prospettano antifascismi da disobbedienza civile attiva. Il resto del panorama è desolante: soverchianza di sudditi rinserrati nel fortino familiare e paghi di circenses, di politicanti all’arrembaggio di casse pubbliche vieppiù sitibonde…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA LE MONDE DEL 22 GIUGNO 2017

• In Francia non c’è più la separazione dei poteri!

In una tribuna, un collettivo di avvocati ritiene che il progetto di legge «per rafforzare la lotta al terrorismo e la sicurezza interna», all’ordine del giorno del consiglio dei ministri odierno, sia un flagrante attentato allo Stato di diritto.

Di Joseph Breham, Vincent Fillola, Laurence Greig, Marie-Pompéi Cullin, Raphaelle Guy, Julien Pignon, Noémie Saidi-Cottier, Safya Akorri, Eric Bernard, Khaled Elachi, Jean-Louis Jalady, Alice Loehr, Julie Février, Serdar Umut, Ingrid Metton, Benjamin Pitcho (membro del Consiglio dell’Ordine di Parigi), Calvin Job, Boris Rosenthal, Thomas de Gueltzl, Sophie-Anne Bisiaux.e Carpentier de Gourdon

 

«Ho progettato un santuario miracolistico chiavi-in-mano»

«Lo stimolo mi è venuto da una ragazza fantastica. Mi piaceva da morire e ho capito subito che l’attrazione era reciproca. Ma era schifosamente ricca, nel senso che suo padre si era schifosamente arricchito con una speculazione immobiliare schifosamente scaltra. Io ero povero ‒ lo sono ancora, in effetti, ma per poco, come fra poco capirai. Dunque mi sono detto: Luca, se vuoi permetterti ’sto schianto di donna devi prima arricchirti. Devi ammassare tanti soldi e in fretta. Come? Ho pensato: in Italia ci sono tre modi per riempirsi le tasche di soldi con la velocità della folgore: o saccheggi le casse dello Stato o saccheggi il territorio o saccheggi la credulità popolare. Ho puntato su un misto degli ultimi due sistemi. Ho studiato la genesi e lo sviluppo di un paio di santuari sorti negli ultimi decenni e che attirano folle di candidati al miracolo. E che rendono un mare di quattrini! Non mi ci è voluto molto a scoprire gli ingredienti della formula magica: un luogo adatto, circondato da campi da comprare per un tozzo di pane; poi la messinscena, cioè i veggenti e i finti miracolati della prima ora; poi qualche bustarella per tacitare quanti potrebbero mettere i bastoni fra le ruote; altre bustarelle per alimentare qualche spontanea testimonianza e infine il marketing. Messo a punto il progetto, non mancano che i capitali per realizzarlo. E penso di averli trovati: c’è un uomo d’affari brianzolo che…»

 
 

 

I NOSTRI CONVEGNI DI LUGLIO

‒ Gli aspetti economici dei luoghi della memoria

‒ I predatori delle sceneggiature perdute

 

«Mio marito, factotum di Stato»

«Da una settimana sono terrorizzata perché mio marito lo è. Una mattina sono arrivati a casa nostra due uomini, lui me li ha segnalati con un bisbiglio, più che presentati, come “colleghi di lavoroˮ e si sono appartati. Quando sono usciti dal loro conciliabolo mio marito era pallido. Mi ha detto:
‒ Dobbiamo andarcene, subito.   
‒ Perché? Dove? E la piccola?
Abbiamo una bambina di tre anni, siamo sposati da cinque.
‒ Adesso non ho tempo per spiegazioni. Comunque è una questione di sicurezza legata all’ufficio.
In realtà mio marito non ha un ufficio, nel senso che tutti i giorni non va a timbrare il cartellino nello stesso posto. Lavora per lo Stato, non ho mai capito se direttamente o per interposta società appaltatrice, fatto è che sulla banca tutti i mesi viene accreditata una cifra che non è mai uguale. «Dipende dalle trasferte e dai rimborsi spese» ha risposto un giorno alla mia richiesta di spiegazioni. In effetti è sempre in giro per il mondo e sta via anche per settimane. Nel 2011, l’anno prima che sposassimo, rimase in Libia per un mese intero. «È stata dura ‒ mi disse al rientro ‒ ma ho portato a casa una buona gratifica. Con i risparmi che già abbiamo possiamo prepararci finalmente il nido.»
Abbiamo traslocato in fretta e furia, neanche il tempo di salutare gli amici, soltanto un capatina veloce dai miei genitori, i suoi vivono in un’altra città. Ed ora eccoci qui, in questo residence affacciato sul Mediterraneo, seduti su divano, le sue mani nelle mie, gli sguardi di entrambi bassi e meditabondi, lui scarica la tensione della confessione che finalmente si è deciso a farmi e che spiega la fuga improvvisa da altra sponda dello stesso mare, io rumino la sua confessione.
‒ Dunque è questo il lavoro che fai…
‒ Qualcuno lo deve pur fare no? Qualcuno deve pure sporcarsi le mani per il bene comune, non credi?
‒ E come ti hanno scoperto?
‒ Che ne so? Ormai i musulmani africani sono ovunque…
Annuisco e torno con l’immaginazione alla piazza di Bengasi, teatro del suo racconto. È un mattino del 2011 e mio marito è sdraiato sul tetto piatto di un edificio affacciato sulla folla sottostante. Migliaia di persone inneggiano a Gheddafi, sotto il controllo di una compagnia di poliziotti. Mio marito e i suoi colleghi imbracciano fucili da cecchino. Mirano, sparano, alternativamente sui manifestanti e sui poliziotti, così i giornalisti di sotto, che non possono vedere i cecchini, pensano a una sparatoria tra manifestanti e poliziotti…
[…]

 
 

 

DIFENDERSI DALL’INQUINAMENTO MEDIATICO

Come distinguere la buona stampa da quella taroccata

L’Associazione Giornalisti e Scrittori Etici, estranea all’Ordine professionale e ad ogni sindacato e sodalizio istituzionale, propone alcuni criteri oggettivi di verità e affidabilità per valutare testate vecchie e nuove. Si tratta di un criterio di cernita estensibile ai libri e a ogni altra forma di esternazione, nonché utilizzabile per misurare la cultura e l’onestà intellettuale degli autori.

 

La sartoria cinese

Hanno affittato il negozio più meschino tra quelli affacciati sul portico condominiale, a una dozzina di fermate di tram dal centro milanese. Ci hanno ficcato due macchine da cucire, un tavolo antico e due sedie recuperate chissà dove e poi, lungo la parete, un appendiabiti con le ruote, di quelli che i fornitori usano a scaricare gli abiti nelle boutique. E poi ci hanno ficcato tutto il loro mondo: se stessi, cioè moglie e marito, e il figlio, nato cinque anni fa in Cina…

 
 

 

SFALDAMENTO SOCIALE

C’erano una volta le associazioni di tutela degli utenti e dei consumatori

Hanno avuto una fiammata negli anni Settanta e negli anni Ottanta, poi, nei decenni successivi, si sono raggrinzite per penuria di adesioni, per inefficienza operativa e, soprattutto e con rare eccezioni, per servilismo verso le controparti. Così la gente, anche quella che pagava regolarmente le quote associative, è rimasta senza scudo dinanzi alle crescenti prevaricazioni e diserzioni di uno Stato che, massime sul fronte sanitario, riduce le prestazioni e spesso nega quelle che legalmente dovrebbe continuare a erogare, nonché, sui fronti puramente mercantili, dinanzi a venditori sempre più aggressivi e propensi a erodere, oltre alla qualità di prodotti e servizi, anche i capisaldi normativi della compravendita.
Disamina dei sodalizi maggiori che sopravvivono, molti allo stadio larvale, e delle responsabilità del loro degrado, equamente divise tra fruitori sempre meno propensi a condividere iniziative collettive ed erogatori sempre più riluttanti a piegarsi agl’imperativi della legge e persino di quel minimo di deontologia professionale che è alla base della civile convivenza…

 

Cani

«Da due mesi faccio il cameriere al soldo di una coppia di cinesi che l’anno scorso ha comprato un bar milanese per un milione e mezzo di euro. È un locale all’angolo di un condominio allineato con altri quasi uguali, centinaia di appartamenti mediobassi, quasi tutti in proprietà. Lavoriamo molto all’ora degli aperitivi, quando frotte di cani al guinzaglio si stravaccano ai piedi di sedie e sgabelli e panche occupati dai rispettivi padroni. Gli animali sono il fulcro conversativo perché l'avventore medio parla soprattutto con loro e di loro. So tutto di questi cani: come hanno trascorso la notte, se hanno ben digerito o vomitato e cosa hanno vomitato, se sono andati di corpo regolarmente o se hanno la cacarella, se hanno messo su un etto o se sono smagriti, che giochi prediligono, per quali prodezze  vengono encomiati o per quali birichinate vengono rampognati con una festevolezza che non si distingue dall’elogio. So tutto dei loro padroni, nel senso che quando mettono piede nel bar o siedono ai tavolini esterni prevedo con quali altri padroni faranno gruppo e del genere di confidenze che si scambieranno sui rispettivi quadrupedi al seguito. E quando questi clienti non parlano con i loro cani o dei loro cani, si svaccano in maldicenze sui proprietari di cani assenti, rei di maltrattarli o di ritenerli migliori dei cani presenti.
Oggi è venuto don Cinto a chiedere al cinese di affiggere una locandina alla vetrata del bar. C’è scritto, al nocciolo: Nel quartiere ci sono molti anziani soli, con la pensioncina contata e difficoltà a muoversi, che gradirebbero un aiuto per ritirare le medicine in farmacie e servizi del genere. Chi ha qualche ora settimanale da donare si faccia avanti.
Ho annuito di condivisione all’iniziativa di don Cinto, che pensavo buono soltanto a dir messa e fare battesimi. Ho guatato le reazioni dei clienti dinanzi alla locandina subito affissa dal cinese. Nessuno sembra farci caso e quando gliela faccio notare mi guardano con l’ebetudine di nobili che prendano la rincorsa mentale per trovare il modo migliore d’indurre un subordinato impertinente a stare al suo posto. Il modo non lo trovano, perché io sono pur sempre il cameriere simpatico cui si confidano i fasti e i nefasti della figliolanza canina e poi perché questo è pur sempre luogo di mescita e di celia e di gioia canina. Qui i guai degli umani non sono ammessi.
Sopraggiunge affannata una giovane dama tatuata, il braccio teso a governare una coppia di boxer bavosi e smisurati. Urla agli umani seduti e in piedi, tutti con il loro bravo cane al seguito:
‒ Attenzione, passate subito parola: sono stati visti due bastardi spargere crocchette avvelenate nel parchetto riservato vicino alla fontana…
[…]

 

 
 

 

FRANCE

«C’est le dernier Micron, Madame Guillotine !»

«La majorité absolue du peuple qui a dédaigné les urnes devra bien se résoudre à recouvrer son pouvoir.»
Écoutons les troublant mots d’un théoricien des sans-culottes qui viendront.

 

I transalpini hanno abiurato la democrazia parlamentare, ma i cisalpini l’hanno fatto prima e peggio di loro

Calcolando i non-iscritti alle liste elettorali, le schede bianche e quelle nulle, ecco che alle legislative di ieri 6 cittadini su 10 non hanno partecipato al rinnovo del parlamento, così formalizzando la fine della democrazia quale oggi è stata degenerata.
Inconsistente sul piano genetico, il governo Macron è anche delegittimato su quello programmatico, giacché i suoi proclamati intenti collidono con la costituzione.
Nell’articolo che sotto proponiamo, il sociologo Jean-Claude Paye muove a Macron due censure. La prima è di aver insediato un governo che fagogita le prerogative dibattimentali e decisionali del parlamento, insieme a quel minimo di autonomia operativa spettante al vertici della pubblica amministrazione; la seconda è di aver posto questo esecutivo al servizio non già della Repubblica, bensì dell’Unione Europea. All’obiezione che questa duplice espropriazione di poteri in danno del parlamento e in danno della sovranità francese è in corso da decenni, Paye obietta che è questione di misura: oltre una certa dose, il veleno iniettato nel potere legislativo e in quello nazionale diventa letale, e la Francia ha superato questa soglia. Tale analisi, del resto estensibile a ogni Paese occidentale omologo dell’Esagono, elude però l’interrogativo cui essa dovrebbe pervenire: se cioè la maggioranza relativa degli elettori che ha insediato Macron (ben sapendo che cosa costui avrebbe combinato una volta al governo) abbia il potere di legittimarlo. Il quesito è analogo a quello che si pose all’indomani del golpe mediatico di cui si rese colpevole Silvio Berlusconi nel 1974, quando si candidò incostituzionalmente (giacché era titolare di concessioni pubbliche televisive) e grazie a un patto con tutt’i partiti si fece ratificare l’abuso dal parlamento. Insomma, si torna agli anni Trenta e a Hitler, che, una volta vinte le elezioni e ottenuto dal presidente l’incarico di formare il governo, si fece approvare dai parlamentari una legge che li aboliva. Domanda: il popolo sovrano ha anche il diritto di insediare una dittatura, ancorché formalmente coperta da elezioni di guerra, con la maggioranza assoluta dei votanti (al di là delle Alpi) e relativa (al di qua) che rifiutano di andare alle urne sotto il bombardamento mediatico? Ecco, a corredo della traduzione dell’articolo di Paye, i tratti salienti del dibattito sull’argomento svoltosi a Monticelli d’Oglio.

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 17 GIUGNO 2017

• Che tutto cambi, affinché tutto rimanga com’è

di Jean-Claude Paye

 

 

 

 

PREVIDENTI E TOSTI NEL NORDEUROPA, INCOSCIENTI E PUSILLANIMI AL SUD

E se il Bundestag ardesse come il Reichstag?

In Italia il governo legalizza il lavoro nero e di conseguenza depriva della pensione i futuri vecchi. Eppure i batostati non protestano. In Germania il governo nega salari adeguati al costo della vita e prospetta pensioni da 840 euro: e le strade tumultuano di lavoratori arrabbiati. Ecco come i sindacati si mobilitano contro le nequizie d’un padronato irresponsabile e contro un esecutivo che li asseconda. Negli slogan manifestaioli che invocano un’inversione della politica sociale e del lavoro dissonano auspici di rogo per i nemici del popolo. E gli occhiuti gendarmi di Wiesbaden suonano l’allarme a Frau Merkel e banda…

 

Bisogna pur campare

Stamattina alle sette un furgone color smog milanese, vecchio come il cucco e con la scritta autonoleggio sulla fiancata, ha parcheggiato in fregio al condominio pretenzioso, costruito infossato in modo da racimolare un piano supplementare senza superare l’altezza massima consentita dal regolamento edilizio. Quest’alveare ha arricchito per decenni gli amministratori dell’ente previdenziale proprietario, che riscossero dagli affittuari spese condominiali enfiate. Adesso gli stessi amministratori, o altri del medesimo ceppo, incassano più o meno le stesse spese condominiali ma a pagarle sono inquilini-proprietari, cui gli alloggi sono stati venduti con il ricatto: o compri o ti sfratto.
Li hanno venduti tutti. Tranne uno, che oggi è stato affittato a giornata, forse in nero, certamente a una cifra spropositata quanto il compenso che certi clienti d’albergo sborsano a volte per una compagnia di piacere.
Benché incanutito dall’usura, il camion color smog è provvisto di elevatore posteriore idraulico, in modo che la squadra di ragazzotti, ragazzotte e qualche adulto discesi dalla cabina e da un paio di auto al seguito possano scaricare imballaggi di legno che presto svelano un contenuto rivelatorio del movente di questa mobilitazione domenicale: riflettori, generatori di corrente, cineprese e via elencando l’arredo di un set cinematografico. Entrano tutti nel condominio, tranno uno, che a turno resterà sempre in strada a sorvegliare il furgone e il generatore ronzante sul pianale idraulico, e li si scorge formicolare sul pianerottolo dell’appartamento invenduto al terzo piano…

 
 

 

ABERRAZIONI INVOLUTIVE DEL CONSUMO DI AUTO

Il concessionario è un giocattolaio

Propiziato da una pubblicità a misura di fanciullo, rifila all’automobilista modelli utilitaristicamente irrazionali, farciti di vacuità,  dimensionalmente inidonei al superaffollamento stradale, e a prezzi che gonfiano anche al quadruplo il costo di produzione. E l’acquirente, psicologicamente disarmato dalla sudditanza al consumismo deteriore e intellettualmente arido, non ha più cervello per immaginare sistemi di trasporto collettivo rapidi, capillari, ecologici e a basso consumo. Analisi di una filiera che ammorba il pianeta con oltre un miliardo di veicoli, uccide annualmente quanto una guerra, indebita la maggioranza dei non-ricchi e compromette le relazioni interpersonali…

(Ha collaborato il Collettivo di Ricerca per una Logistica Sociale)
 
 

 

TRE GIORNATE DI STUDIO A CREMONA

Se nessuno guarda Narciso

C’è un’indifferenza maligna, fatta di insensibilità verso le sofferenze altrui e di vile distacco verso le ingiustizie sociali. Poi c’è quella benigna, che in una certa misura disdegna volgarità, menzogna e cattivo gusto, e in misura superiore, diventando ostracismo razionale dei disvalori imperanti e dei comportamenti immorali, è premessa d’impegno politico teso al progresso morale e civile della società. A fare le spese di quest’indifferenza provvida e diversamente graduata sono rispettivamente il Brutto e il Male, entrambi condannati all’invisibilità o all’oblio.
Ecco alcune storie che dimostrano come anche la trappa delle sane abitudini, a cominciare dalla suzione esclusiva a fonti informativo-formative saggiamente selezionate, nonché la tensione a sapere per capire e per agire, siano efficaci forme di resistenza all’imbarbarimento imperante…

 

ARTICOLO CORRELATO:

«Al di sotto di un certo livello d’ignoranza e di svacco ci si ritrova nel regno animale»

«Il che spiega perché, in una società moralmente in declino, crescenti masse d’iloti parlino più alle bestie che agli umani»: la relazione di *** al nostro convegno.

 
 

 

IL TRITTICO DISVALORIALE DEGLI EUROPEI DA MACERO

«Io, Ladria e (la mia) Famiglia»

Ladria è la patria di quanti si proclamano cittadini del mondo ma rubano nel Vecchio Continente. Il loro cosmopolitismo, oltre che strumento di diversificazione degli investimenti, cioè di sparpagliamento dei covi ove stivare il maltolto, è d’indole godereccia. Che si facciano eleggere da un elettorato ingenuo e spesso non migliore di loro, oppure che abusino della fiducia di tornacontisti uguali a loro, gli egotisti ladrioni – estrema marcescenza degli egoisti ladroni – lungi dal rischiare il linciaggio da parte dei cittadini perbene, ne riscuotono complicità quando non benemerenze sociali e sono i modelli imitativi, ispirativi e cospirativi di gran parte delle nuove generazioni. È muovendo da questa analisi impietosa dei ceti sociali dominanti che il Movimento Nuova Italia – ennesimo coagulo di speranza scotitrice di coscienze e suscitatrice di sussulti di dignità – propone la forgia di cittadini autentici. Ecco il documento fondativo del sodalizio, nonché il resoconto del loro ultimo incontro svoltosi a Verona…

 
 

 

BREXIT

Dunkerque all’incontrario

77 anni fa Adolf Hitler concesse a un esercito di anglosassoni sbarcati in Francia di salvare la pelle scappando oltre Manica. Oggi un battaglione di riccastri inglesi, sentendosi minacciato nei propri privilegi dall’uscita del loro Paese dall’Unione Europea, non trova di meglio che tradirlo e scappa in Germania, di cui chiede e ottiene la cittadinanza. Ecco i numeri della repentina, interessata e fedigrafa conversione degli albionici al germanesimo…

 
 

 

FRANCIA: CONSEGUENZE DELL’ASTENSIONE AL 51,29% (AL 52,38 CON BIANCHE E NULLE)

Sono legittime elezioni cui non partecipa la maggioranza assoluta degli elettori?

L’interrogativo, provocato dalla mancata previsione costituzionale di un quorum partecipativo, associato al crescente rifiuto di una politica ormai aggettivabile soltanto come «sporca» a causa della sporcizia della totalizzante politicanza che usurpa il proscenio, non ha risposta univoca. Da un lato, quando il rifiuto delle urne supera il livello di guardia – fissabile al 50%, in armonia con l’asse mediano assunto dalla democrazia come spartiacque tra la vittoria e la sconfitta, il giusto e lo sbagliato – sarebbe logico bocciare non soltanto i candidati mandatari, ma anche gli elettori loro mandanti, colpevoli entrambi di aver svogliato dalla consultazione la maggioranza del popolo. Dall’altro, invalidare le elezioni per pochezza di partecipanti equivarrebbe a riconoscere alla maggioranza, ancorché assoluta, un diritto non riconoscibile neppure alla totalità degli elettori (meno uno): cioè quello di impedire, con la non-azione, ogni azione di un governo che, per quanto pessimo, è sempre migliore di quello peggiore, cioè di quello che non esiste. Resoconto di una disputa che, postulando due tesi considerate eretiche dalla casta dei politicanti come dal sudditume che la subisce, non può essere animata dai media di regime. Disconoscere l’esito di una consultazione minoritaria avrebbe senso nel caso in cui...

 
 

 

SENEGAL

La casta degli Zii Tom all’assalto delle riserve di gas

Il governo ha mobilitato pennivendoli e specialisti-zerbini per mettere le mani avanti: non fatevi illusioni, cari ceti poveri senza reddito, senza medici e senza elettricità e senza un sacco di altre cose indispensabili, è vero che al largo delle nostre coste abbiamo scoperto i depositi di metano più importanti dell’Africa orientale, ma tutto questo bendidio rischia di non rendere abbastanza neppure per pagare le spese di estrazione ai generosi Buana che vengono qui dall’America e dall’Europa e dalla Cina a darci una mano.
Ecco come una classe politica arraffona e succube dei neocolonialisti si prepara a depredare, e a lasciar depredare, il popolo…

 

ARTICOLI CORRELATI, DA JEUNE AFRIQUE ODIERNA:

• Sénégal : la transparence dans l’exploitation des hydrocarbures fait débat

• Pétrole et gaz : le Sénégal, futur eldorado ?

 
 

 

I PAVIDI SUDDITI DELLA PSEUDODEMOCRAZIA GLOBALIZZATA

Liberi di vagare da una cella all’altra

Intervista all’autore della teoria degli insiemi multilivello come strumenti di controllo sociale.

 

RACCONTO CORRELATO:

La diga

Quando la narrativa si fa allarme premonitore.

 
 

 

ITALIA, DEMOCRAZIA DA PIANGERE

L’incompetenza al potere

Il suffragio universale riconosce a tutti i maggiorenni rango di cittadini sovrani, anche all’80% di bocciati al concorso bolognese per insegnanti di scuola materna ed elementare, svoltosi in Emilia-Romagna. Eppure si tratta di persone che lo Stato ha mantenuto a scuola sino alla laurea. Figurarsi il livello degli elettori meno acculturati! Ecco qualche sondaggio a campione tra i popolani ultraignoranti che scelgono i politici con la prepotenza del numero.

 

GUINEA

La maggioranza (maschile) del parlamento rilutta a contrastare la poligamia

Il codice civile in vigore, del 1998, a parole la condanna, ma è strutturato in modo di tollerarla. Del resto neppure il nuovo testo in discussione ambisce spazzarla via sul serio, dal momento che contempla una serie di eccezioni rivelatorie dell’inferiorità legale in cui si vuole mantenere la donna. Per esempio, il marito può prendersi una seconda moglie se la prima è arida e lui vuole avere figli a tutt’i costi. Analisi di una società impantanata nel Medioevo, dal quale neppure le donne scalpitano per uscire…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA JEUNE AFRIQUE DI IERI:

• Adrien Tossa : « En Guinée, l’interdiction de la polygamie bloque l’adoption du Code civil »

par Sidy Yansané

 

L’incidente del maestro Lelio

Stamane alle 3 e 15 il signor Lelio e sua moglie, maestri elementari in pensione, sono stati svegliati dal prolungato suono del campanello d’ingresso.
–  Chi può essere a quest’ora?
– Non ne ho idea, Vanna. Non siamo neppure a ridosso del patrono…
Ogni anno ormai da molti c’è una banda di monelli che, le notti precedenti e seguenti la festa di san Piacino, si dilettano a svegliare gli inquilini delle case di periferia. E quella di Vanna e Lelio è la terz’ultima del paese.
– Qualcuno che ha sbagliato? – chiede Vanna, giusto per dar voce alla speranza.
Nell’èra dei cellulari, uno deve avere un buon motivo per venire alla tua porta nel cuore della notte, e dev’essere un motivo sgradevole.
Il nuovo, reiterato scampanellio, che esclude la marachella come l’errore, fa sobbalzare entrambi.
– È il caso di andare a vedere, Lelio.
L’uomo che si espone alla luce del citofono è adulto, in giacca e cravatta allentata. Sembra solo.
– Buona sera, signor maestro, sono il geometra Mettinstoli, di Bontego, e ho urgenza di parlarle dell’incidente di ieri sera.
– Ma quale incidente?
– Possiamo parlarne?
Nel tragitto verso il salotto il geometra non smette di spiegare:
– All’inizio avevo un diavolo per capello e mi proponevo di andare a far denuncia ai carabinieri senza passare da lei, ma poi al pronto soccorso più d’uno mi ha detto che lei è una gran brava persona, maestro Lelio…

 
 

 

COLOMBIA

I crimini della Chiquita

La multinazionale bananiera degli Stati Uniti, erede della United Fruit Company evocata da Gabriel Garcia Marquez in Cent’anni di solitudine, è la prima responsabile degli omicidi, delle esazioni malavitose, delle deportazioni e dell’appropriazione indebita di terre compiuti almeno dagli anni Novanta al 2004: è quanto emerge dagli archivi desecrati della magistratura nordamericana. La Chiquita, anche tramite succursali locali come Banadex, foraggiava regolarmente, con milioni di dollari, i gruppi paramilitari di estrema destra affinché terrorizzassero la popolazione, dissuadendo chiunque dal resistere al bestiale sfruttamento imposto dai neicoloni made in USA e obbligando i piccoli proprietari terrieri a fuggire, abbandonando le terre a un’associazione a delinquere denominata Quintruplice Allienza, formata dai potentati economici, da quelli politici e dai paramilitari fascisti. Eppure questi misfatti erano ben noti negli Stati Uniti: alla magistratura penale come alla SEC (la commissione di vigilanza sulla Borsa), ma i bananieri se la sono sempre cavata con una multa, mentre i 14 dirigenti aziendali corresponsabili dei crimini non hanno pagato pedaggio alcuno e le vittime di decenni di massacri e di altri orrori non hanno mai visto un dollaro di risarcimento…

 

FONTE TRA LE ALTRE: NATIONAL SECURITY ARCHIVE (USA) DEL 18 MAGGIO 2017:

• Chiquita Papers Are Key Evidence in International Criminal Court Filing

Groups Ask ICC to Investigate Banana Company Execs for Facilitating Crimes Against Humanity
National Security Archive Submits 48,000 Pages to Prosecutors at The Hague on Chiquita’s Illegal Payments.

Edited by Michael Evans
Research assistance by Emily Taylor and Julian Moreno

 

• Dal diario di Benedetta

«Visita a zia Cinzia, all’ospizio delle reverendissime. Sta tirando gli ultimi, poveretta, fa tanta pena. Mi artiglia il braccio per indurmi a chinarmi su di lei, rivela energia inattesa, eppure la voce è un soffio. Mi fa:
– Detty cara, perché non metti un articolo sul giornale per l’anniversario di mia sorella?
[…]

 
 

 

INDAGINE SULL’EMITTENZA CATTOLICA

Il santo piccione catodico che recapita benedizioni e speranze a domicilio

Conforta torme di disperati negletti, quando non flagellati, dall’inciviltà laica; i suoi mantra, dalla compieta al rosario da Lourdes alla messa, così simili a quelli echeggianti dalle moschee, surrogano quell’assistenza pubblica e quel sostegno di prossimità che l’orda famelica dei politicanti e l’egotismo predicato dai caroselli pubblicitari hanno distrutto. Ma tanta benemerenza delle molte Telemarie non le preserva da floridezze contabili e tornaconti politici rivelatori …

 
 

 

L’OSTRACISMO CONTRO IL QATAR

Tutta questione di soldi

Da Doha i petrodollari inondano l’Occidente ricco, dove si metamorfosano in partecipazioni nelle maggiori intraprese industriali e finanziarie. Per esempio, il 14,6% del capitale di Volkswagen è detenuto da un fondo d’investimento qatariota. Per cui qualcuno rilutta a imbrancarsi in questa nuova guerra santa del capitale...

 

ARTICOLO CORRELATO, DALLA FAZ ODIERNA:

An diesen Unternehmen ist Qatar beteiligt

 
 

BILDERBERG GROUP/2

Toh, nella cabina di pilotaggio del mondo c’è anche Lilli Gruber!

Persino Thierry Meyssan, reputato analista politico e sommo giornalista, cede alla debolezza di attribuire al raduno svoltosi dal 1° al 4 giugno a Chantilly (suburbio di Washington) un’importanza che gli è negata dal suo strombazzamento mediatico: quando i potenti della Terra ne concertano il futuro, si guardano bene dall’annunciare alla stampa i loro conciliaboli, men che meno di divulgare chi vi partecipa e di cosa si discute. E soprattutto evitano d’invitare chi di mestiere fa il gazzettiere. Per contro, se il teatrino di Chantilly ha ruolo di ballon d’essai per saggiare la reazione della pubblica opinione ai futuri scenari geopolitici, allora si spiegano gl’imbucati e si esamina con la corretta chiave di lettura l’inquietante programma che sapienti rivelazioni ne offrono…


• Scontro al Bildelberg 2017

di Thierry Meyssan

 

ARTICOLO CORRELATO

Kissinger & Soci confermano le analisi anti-Rohani e anti-Khatami di Ahmadinejad

 
 

DA AFRIQUE ASIE N. 139 (PER ABBONATI)

• Elezione di Emmanuel Macron: con i complimenti di CAC40, NATO e Françafrique

di Bruno Guigue

 

Un gardesano a Parigi

Stamattina, 6 giugno del suo trentottesimo anno di vita, il signor P., approdato alla Gare di Lyon col treno cuccette su cui è salito ieri sera a Brescia, ha lasciato la stazione a piedi. Dopo aver alzato un’occhiata al cielo bigio ed essersi chiuso la lampo della giacca di pelle sino al collo, si è diretto al ponte sulla Senna, la ventiquattrore ben salda nella mano destra. Poiché il signor P. è alto sopra la media e ha passo in proporzione, gli ci vogliono 170 passi per guadare il fiume e sfociare in Quai d’Austerlitz, e, svoltando in direzione nord, altri 630 per arrivare in vista del Jardin des Plantes, deviare in Boulevard de l’Hôpital e finalmente penetrare nel bistrot convenuto. I suoi ospiti lo attendono a un tavolino, gli fanno un cenno e si alzano per accoglierlo. Si stringono la mano, fanno le ordinazioni. Il signor P. è troppo agitato per tergiversare, viene subito al dunque, mostra il contenuto della valigetta ai due, che esaminano, apprezzano, annuiscono, si scambiano sguardi d’intesa e ripetono Bon, bon.
Da quando è salito sul treno il signor P. non ha mai smesso di pensare alla moglie e ai due bambini, e poi alla casa, e poi all’auto e anche al cane, tutto collegando alla montagna di debiti che questi Bon, bon annunciano di demolire…

 
 

 

PAESI ARABI

Il Qatar porta guai anche alla Gran Bretagna

Il Paese, virtuale colonia dei petrolieri statunitensi, è al centro di un redde rationem con gli ex alleati che fa da pretesto a un nuovo sconvolgimento del Medioriente.

 

Valente e la sua barca

È sulla quarantina, scapolo, ha bivaccato dodici’anni alla facoltà di Medicina senza mai acchiappare la laurea, non ha mai lavorato sino a cinque anni fa. Ma in questo lustro ha incassato assai più di quanto avrebbe potuto guadagnare prima. Quando, cinque anni fa appunto, Valente implorò babbo – titolare di opimo studio dentistico lombardo – di comprargli un duealberi con cui scarrozzare turisti da Genova alle isole greche e dintorni, riscosse il solito, amorevole, rassegnato sguardo di compassione. Ma ottenne l’assegno. Battezzò il sedicimetri col nome della mamma, non tanto perché nutrisse affetto verso una donna che, morta nel partorirlo, non aveva potuto conoscere, ma per compiacere il donatore, nel caso in cui, naufragando anche quest’impresa nautica, dovesse perorargli altri cospicui assegni.
Nei momenti di tensione Valente evoca, chissà perché, la genesi del proprio business e…
Il cellulare, un numero noto, la frase di rito: «Ti va se passo da te a farmi una birra?»
Nel porticciolo dell’isola che gli è familiare, a poche miglia a nordovest della costa del Madagascar, Valente guata febbrilmente il lungomare. Da che parte arriverà? Da nord o da sud?
Valente è al suo ennesimo viaggio, eppure è agitato come la prima volta. È terrorizzato dagl’imprevisti. Sa che basta niente a farlo scoprire. E in tal caso i soldi di babbo, da distribuire ad avvocati, poliziotti e giudici servirebbero a niente. Qui ti linciano, ti fanno a pezzi col machete o ti cospargono di benzina e ti bruciano…

 
 

 

LA FIERA DEL LIBRO FAI-DA-TE

Scrittori senza editore

Narratori, poeti e giornalisti che autoproducono le proprie opere si confrontano sulle nuove tecniche per stamparle e diffonderle. Se hanno successo, l’autore ricava un margine economico multiplo rispetto a quello offerto dai circuiti tradizionali. Ma l’utile maggiore è morale e politico, poiché i samizdat non sono soggetti a censura alcuna…

 
 

 

MOZAMBICO

Schiavi per vocazione e per corruzione

Il loro partito, il FRELIMO, si battè per l’indipendenza dal Portogallo ma la conquistò soltanto quando il colonialista trovò conveniente concedergliela; poi, una volta al potere, prima ripudiò il socialismo per soggiogarsi al capitalismo neocoloniale, poi se ne fece assorbire dalle corruttele. Così il governo odierno, peraltro piagato da un buco di bilancio di due miliardi di dollari imputabile alle ruberie del presidente attuale e del predecessore, si ritrova con le ricchezze del Paese svendute allo straniero: le miniere di carbone al Brasile, gl’immensi giacimenti petroliferi a un consorzio internazionale partecipato anche dall’ENI

 
 

 

BILDERBERG GROUP

Hai visto chi c’è sul bad carpet?

Alla periferia di Washington è iniziato ieri e si concluderà dopodomani un rito annuale che, inaugurato nel 1954 per radunare sotto la ferula della NATO i più utili visionari del mondo e cogliere i loro viatici previsionali a beneficio dei padroni dell’Occidente, s’è ridotto a festa mondana, dove l’imperativo della segretezza è violato dalla distribuzione alla stampa dell’ordine del giorno e dell’elenco dei partecipanti, e dove le ambizioni analitiche sono irrise dall’estensione degli inviti a mezze tacche, tappabuchi di assenze eloquenti…

 
 

KENIA

Il nuovo, vecchio paradiso nero degli sfruttatori di uomini

Ai colonialisti di sempre, come Francia, Gran Bretagna e Germania, si aggiunge la Cina, che sta innervando il continente di strade ferrate allo scopo di suggerne materie prime e depositarvi industrie delocalizzate dalla madrepatria. Proprio così: gl’imprenditori americani, europei e asiatici cominciano a trovare più conveniente ubicarsi in Africa che in Cina. Si colloca in questo disegno la più recente prodezza logistica di Pechino: la ferrovia Mombasa-Nairobi, 472 chilometri su cui scorreranno soprattutto contenitori di merci. La ferrovia, destinata, nei progetti di Pechino, a proseguire nei Paesi viciniori sino a raggiungere la costa atlantica, è pronta da parecchi mesi, ma il dittatore Uhuru Kenyatta ne ha simulato l’inaugurazione soltanto l’altro giorno (beffando la stampa mondiale), affinché gli elettori kenioti, cui fra poco più di due mesi chiederà di essere rieletto, non se ne dimentichino. In ogni caso il dittatore intende andare sul sicuro, bissando i brogli elettorali del 2013, denunciati allora e prospettati oggi dal suo avversario Raila Odinga: le strade di Nairobi tumultuano di democratici che reclamano consultazioni eque, mentre la polizia manganella e ci scappa il morto. Inchiesta su una ex colonia vocata a restare colonia…

 

I genitori di Angelina

‒ Il nostro problema, dottore, è riuscire a ottenere da nostra figlia una risposta: intende impegnarsi davvero negli studi oppure no? La manteniamo all’università da quattro anni e in tutto questo tempo ha dato sei esami…
La voce si smorza nella gola del padre, che cede al magone. La moglie, seduta accanto, tiene sullo psicologo da 160 euro uno sguardo fisso che annuncia d’inondare occhi cerchiati di rosso, il fazzoletto appallottolato a premere le narici.
‒ … insomma, dottore, noi ci siamo decisi a venire da lei perché non sappiamo più a che santo votarci… noi abbiamo investito tutto su nostra figlia…

 
 

 

FRANCIA

Torme di evasori fiscali italiani comprano casa a Parigi

Nella capitale i prezzi degli immobili sono lievitati del 5,5% in un anno e il metroquadro svetta mediamente a 8.450 euro, mentre in quattro arrondissements tocca gli 11.000. Eppure nei primi tre mesi dell’anno le vendite sono aumentate del 70%. Tra gli acquirenti più compulsivi spiccano gli italiani, con forte predominanza di personaggi troppo sconosciuti, o troppo noti, al fisco nostrano…

 

L’uomo della Polfer e la fanciulla

Tutto è nato da un’occhiata che all’inizio supponeva di sfuggita e che invece, per i molti dettagli con cui in seguito ne avrebbe arricchito la rimemorazione, doveva essere stata insistita.
Dunque un pomeriggio Carmelo, poliziotto in servizio di vigilanza sulle ferrovie lombarde, sta per salire sul treno regionale, diretto alla metropoli. Dinanzi a lui sgambetta una giovane donna, le gambe molto magre e bianche, evidenziate dal contrasto con la gonna a bande variopinte, quella più bassa, a confine con il candore dell’epidermide, rosso fuoco…

 
 

 

MALI

Bergoglio nomina cardinale un arcivescovo che ha nascosto in Svizzera 12 milioni di euro destinati ai poveri

Si tratta di monsignor Jean Zerbo. Il malloppo, diviso in sette conti e depositato nella HSBC Private Bank di Ginevra, rende il 5% ed è cointestato ad altri due alti prelati, uno dei quali, sospettato dai fedeli, è migrato in Francia a fare lo… studente. La cerimonia di unzione del novello cardinale si svolgerà il 28 giugno. Ecco le tappe di un accaparramento di elemosine e beni ecclesiastici iniziato a novembre 2002…

 

La trottola

‒ Che mestiere fa Stellamaris?
‒ Viaggia.
‒ E al ritorno?
‒ Si riposa un pochino e riparte per un altro viaggio.
‒ Ma prima o poi la smetterà di viaggiare, no?
‒ No. Balza da un treno a un taxi, più spesso di fuso in fuso, verso latitudini assolate, se no in estremi algidi, sperando d’avvicinarsi a una balena o a un orso polare.
‒ E il lavoro?
‒ Stellamaris non lavora...

 
 

 

PADOVA: PARLA IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NUOVA DEMOCRAZIA

«L’ottimale gestione della cosa pubblica è la somma di atti creativi individuali, non annacquabili dalla ricerca del massimo consenso»

 

La bici da 4.500 euro

L’uomo dimostra meno di trent’anni, è assai muscoloso, maglietta senza collo, pantaloni al ginocchio, scarpe da ginnastica. Mentre aspetta il metrò toglie con le dita la polvere dagli interstizi di una bicicletta dalle ruote bitorzolute e dal molleggio articolato, il tipo che si usa ad andare in montagna. Connessa al tubo inferiore del telaio c’è una batteria che alimenta il motore elettrico.
Indago:
‒ Che bisogno ha un atleta come te di una bicicletta con la pedalata assistita? Milano è piatta, non hai bisogno di farti spingere dall’elettricità…

 
 

 

BRESCIA: 43° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA

Se la bomba non fosse fascista, gli antifascisti che mestiere farebbero?

Investigatori, politici e ossequiosa stampa si lanciarono senza esitare sulla pista dello squadrismo nero locale, nonostante fosse palese la matrice istituzionale dell’attentato. E anche oggi, a cospetto d’inchieste internazionali che da lustri hanno acclarato le responsabilità della NATO, il politicume, gl’inquirenti paludati, i pennivendoli e i paladini delle vittime riluttano ad abbandonare i cespiti costituiti da una «ricerca della verità» finalizzata a non trovarla mai. Ecco il dare e l’avere di una caccia ai bombaroli simile a una partita contabile dalle poste truccate…

 
 

CONTROVERSO CONVEGNO STORICO A MONTICELLI D’OGLIO

I marines partivano in elicottero dal Garda con le atomiche nello zaino…

… per andare a collocarle nella Jugoslavia di Tito. Così, negli anni Settanta, la NATO si preparava alla guerra, col sostegno delle truppe italiane basate nel Veronese. Erano esercitazioni insensate e rischiose, oltre che incostituzionali, eppure ben note ai parlamentari, che se ne simulavano all’oscuro, o, quando smascherati in flagrante conoscenza, giustificavano le scorribande nucleari con la necessità di prepararsi a difendere l’Italia dalla temuta invasione comunista. Ma è una ricostruzione che taluno mette in dubbio...

 

«Quando si scrive un nome, dietro c’è una famiglia»

François H., ex operaio diventato responsabile di produzione in una fabbrica del Nord della Francia, si è sentito chiedere dall’azienda di scegliere 60 dipendenti da licenziare.

di Faustine Vincent
 
 

 

ANALFABETISMO D’ANDATA E RITORNO

Uno sfogo lungo 140 caratteri

Così i maghi della manipolazione di massa aggiornano le formule per racimolare quel minimo di consenso indispensabile anche alla più fasulla delle democrazie…

 

Il bancario soffre la solitudine

‒ Bello questo quartiere, vero? Da settimane vi cerco casa, sono tutti appartamenti bellissimi, costano dai settemila euro in su, anche diecimila, anche 12 mila, i migliori arrivano a 15-20... Non che mi manchino i soldi, ma esito ad abbandonare il vecchio appartamento in centro...

 
 

 

GRAN BRETAGNA

Se l’attentatore di Manchester è figlio di un ufficiale libico che tradì Gheddafi per passare al soldo degl’inglesi

Alcune riflessioni dopo le rivelazioni di Thierry Meyssan e ricordando i cecchini italiani che, durante la guerra di aggressione alla Libia, sparavano dai tetti di Benghasi su poliziotti e manifestanti…

 

ARTICOLO CORRELATO, DA RÉSEAU VOLTAIRE ODIERNO:

• Manchester, l’MI6, Al-Qaeda, Daesh e gli Abedi

 
 

 

STATI UNTI

De profundis per il dollaro

Le ragioni della decadenza annunciata di una valuta che non ha alcun legame con la ricchezza reale.

 

ARTICOLO CORRELATO, DA THE SUNDAY GUARDIAN (INDIA) DEL 18 MAGGIO 2017:

• L’India deve trarre profitto dalla bufera che scuote l’economia mondiale

di Come Carpentier de Gourdon

Secondo analisti russi e cinesi il regime finanziario imposto dagli Stati Uniti avrà fine tra il 2020-2025. Per prepararsi al futuro, l’India deve connettersi alle reti di comunicazione pan-asiatiche.

 

Il premio di Zal

‒ In che albergo andate? ‒ chiede la moglie chiudendo la cerniera del trolley.
‒ So soltanto che è nei dintorni di Bologna...

 
 

 

AFRICA

Il petrolio della Nigeria e il gas di Mauritania e Senegal

Quattro giorni fa il re del Marocco e il ministro degli Esteri della Nigeria (a rimpiazzo del presidente, malato grave ma di lusso in cura a Londra), hanno rilanciato la costruzione dell’oleodotto che dovrebbe pompare petrolio dal delta del Niger a Rabat e poi, chissà, inoltrarlo in Europa. A disdoro dell’entusiasmo palesato da folta stampa mondiale prona quanto acritica, l’intesa non prevede affatto la costruzione dell’oleodotto, cioè il suo affondamento al largo delle coste di 12 Paesi, bensì il suo studio di fattibilità, che richiederà un biennio. È vero invece che un pezzetto di oleodotto c’è già, e dal 2010: il West African Gas Pipeline, che connette Escravos, in Nigeria, a Takoradi, in Ghana, via Benin e Togo. Realizzare questa prima tratta di circa mille chilometri è stato relativamente facile, perché transita in acque vigilatissime e dunque sicure. Per contro, inoltrarsi per gli altri 4.000 chilometri che portano al Marocco sarà assai più rischioso. Ed è questa una ragione che perplime tutti e gli Stati e gli enti finanziari coinvolti dall’investirvi quasi 20 miliardi di dollari. Un cifra astronomica, considerato che siamo in una zona dell’Africa dove gran parte della popolazione non ha neppure l’elettricità (che comunque l’intrapresa logistica promette di portare). E la stazza dell’investimento è una seconda perplessità. Ed ecco aggiungersene una terza: al largo delle coste della Mauritania e del Senegal sono state recentemente scoperte immense riserve di gas. Con il che potrebbe diventare conveniente rimpiazzare il lungo oleodotto con un corto gasdotto che porti in Marocco il combustibile estratto in Senegal e Mauritania, che sono assai più vicini. Ma c’è una quarta perplessità a ficcare il bastone fra le ruote al progetto: la situazione geopolitica del Continente venutasi a creare con l’arrivo dei cinesi, i cui investimenti, anche logistico-strutturali (come le ferrovie), inducono i colonialisti storici, come la Francia, a rivedere le loro politiche espansive…

 

La parente pazza

Gianalda, che naviga verso i settanta ma è convinta di dimostrarne cinquanta, e Paolinda, che è consapevole di dimostrare i cinquanta che ha ma....

 
 

 

GERMANIA

L’Europa secondo la Nuova Riforma

«Se Lutero traducesse il Trattato Europeo, porrebbe i confini del Nordafrica al Brennero» è stato proclamato dalla tribuna del convegno religioso-politico svoltosi a Wiesbaden, sullo sfondo di una significativa immagine satellitare dove i venti portatori della sabbia del Sahara traversano il Mediterraneo, risalgono la Penisola e scorrazzano nella pianura padana insinuandosi nelle valli prealpine. A gonfiare il movimento Neue Reform non è soltanto «l’urgenza di respingere un’ondata immigratoria epocale che minaccia l’identità dell’Europa autentica», quanto la necessità di «resecare i rami secchi dell’Unione, cominciando da Grecia e Italia, per arricchirla di un’integrazione con Russia e Cina». Cronaca di un dibattito negato ai media di regime.

 

Il figlio del farmacista

Niko  proclama di fare il giornalista, benché a 35 anni ancora batta le redazioni a proporre articoletti che, quando gli vengono accettati, gli rendono pochi euro lordi. Certo con questi spiccioli...

 
 

 

IRAN:  A DUE GIORNI DALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI

L’Internazionale del Business: «O vince il nostro candidato Rohani oppure vi getteremo sul lastrico»

Per rendere credibile la minaccia, le istituzioni finanziare legate al blocco Occidentale accentuano gli ostacoli agli investimenti nel Paese e impediscono alle banche iraniane di operare liberamente all’estero. Il presidente uscente, che da luglio 2013 ha elevato la disoccupazione ufficiale dal 10,5 al 12,5% (oltre il 17%, secondo i sindacati) e che a maggio 2015 s’arrese al diktat degli USA sul nucleare civile in cambio di una levata di sanzioni che oggi sono in gran parte ancora operative, promette cinque milioni di posti di lavoro grazie alla fine del boicottaggio internazionale. Che tuttavia proprio in questi giorni si conferma: il costruttore francese Bouygues ha rinnegato l’impegno ad ammodernare l’aeroporto di Teheran, pretestando inghippi nei pagamenti. Sullo sfondo di una competizione elettorale taroccata dall’arbitraria esclusione della candidatura di Mohammad Ahmadinejad, espressione della continuità della rivoluzione khomeinista e dato per vincente, si stagliano in primo piano i raduni di masse di disoccupati (come nella piazza Imam Hossein della capitale) e gli inneggiamenti a boicottare le urne…

 

Il venditore di fragole

È un progetto che lo arrovella da chissà quanti mesi e oggi, suo sessantasettesimo compleanno, il signor Pino s’è finalmente deciso a metterlo in pratica. Si è alzato presto...

 
 

 

AMERICA LATINA

• Maduro e compagni

 
 

 

FRANCIA

Toto-primo ministro

Secondo Thierry Meyssan, fondatore e presidente di Réseau Voltaire, domani il presidente Emmanuel Macron dovrebbe nominare primo ministro uno di questi tre personaggi:
‒ Sylvie Goulard (deputato europeo, consigliere del New Pact for Europe);
‒ Édouard Philippe (sindaco di Le Havre);
‒ Christine Lagarde (ex assistente parlamentare del Congresso degli Stati Uniti, direttrice del Fondo Monetario Internazionale).
Quest’ultima è indicata come la meno probabile.
Sempre secondo Meyssan, tutti e tre i candidati sono stati selezionati dalla NATO.

 
 

TORINO: CONVEGNO SULLA STAMPA LOCALE

«Identificato il malvivente di 11 anni che tre giorni fa ruppe con una sassata un vaso di gerani alla signora Cesira (quella che abita di fianco alla forneria Prontocaldo, in via Bimbibelli). Ecco le immagini esclusive del campo Rom dove la polizia locale ha fatto irruzione…»

Le microtelevisioni proliferano al punto che le ultime arrivate devono contentarsi di bacini d’utenza delle dimensioni di quartieri cittadini, e non si esclude che presto avremo anche le emittenti condominiali, come del resto fu la capostipite dell’impero berlusconiano. Quanto alle microtestate cartacee, che spesso si contendono poche centinaia di copie, scimmiottano le tivù, condividendone la marcescenza, e spesso vengono disdegnate da popolazioni che non le vogliono neppure gratis, giacché hanno perduto la voglia se non anche la capacità di leggere. Se la contabilità dell’editoria locale è avara di profitti economici (il tornaconto politico essendo fuori discussione), la qualità è pessima, generata da penuria di professionalità, mentre il degrado etico e morale è sommo, garantito dalla totale sudditanza al potere e agli inserzionisti pubblicitari. Eppure l’informazione di prossimità potrebbe svolgere un importante ruolo civile, ove fosse indipendente, ben confezionata e si dedicasse con competenza e spirito di servizio all’unico mestiere che può fare: essere complementare all’informazione nazionale, non già sua penosa replica; e, riferendo con completezza e precisione le notizie che contano e rinunciando a solleticare la propensione all’esibizionismo televisivo dell’utenza peggiore, diventasse riferimento indispensabile per i molti cittadini onesti che ambiscono conoscere per giudicare ed esercitare quella partecipazione diretta consentita dal ridotto ambito geografico. La competizione con le testate nazionali benvenga, purché sia una gara a chi meglio contribuisce alla crescita morale e civile della società. Ecco alcune esperienze positive…  

 

Spegnersi al bocciodromo

Sono quasi tutti pensionati, alcuni anzianissimi.
C’è chi abita a due passi e potrebbe venirci in bici se non a piedi, altri viene dai borghi del circondario, ma quasi tutti approdano al bocciodromo in auto...

 
 

 

NUOVI GIORNALI

La carta ha ripreso a cantare

Le devastanti conseguenze delle ubriacature televisive inducono un crescente numero di alcolizzati mediatici a disintossicarsi con la lettura, scoprendone i benefici culturali e liberatori. Gli editori più lungimiranti, sia quelli tesi esclusivamente al profitto sia quelli rivendicanti ruolo sociale, si gettano sull’insperato filone, investendo in periodici di approfondimento che, quando sono liberi e professionalmente ben confezionati, riscattano, ancorché in caratura omeopatica, la reputazione della filiera produttiva. Ecco qualche scampolo significativo.

 

Il comandante Cancio

– Piacere, comandante Cancio.
Si presenta così, subito spiegando:
– Mi hanno appioppato questo nome di battaglia
...

 
 

 

NAZIONALISMO

L’Italia torni agli italiani

Governi irresponsabili e politicanti tornacontisti, sostenuti da un elettorato di non-cittadini superficiali e piagati da debolezza interiore mascherata da buonismo deteriore, hanno consentito a dieci milioni di forestieri d’invadere, spesso illegalmente, il nostro Paese. Risultato: peggioramento delle condizioni di vita dei nativi e diluizione di quelle caratteristiche etniche, culturali e ideali che fecero grande la nostra nazione e che devono riaffermarsi per condurla a nuovo splendore. Se è innegabile che l’ondata migratoria è stata provocata da un colonialismo criminale partecipato anche dai governi italiani tutti, la colpa di tali misfatti non può essere addebitata agli italiani che, estranei al malaffare politico e ostili alle moderne crociate, ambiscono ora votarsi al riscatto etnico-idealistico del loro Paese. È su queste premesse che nasce a Milano il MID, Movimento Italiano per la Difesa dell’Identità Nazionale. Primi punti del programma politico: blocco immediato e totale dell’immigrazione, espulsione degli immigrati non indispensabili, disconoscimento dei diritti di asilo e di soccorso agli stranieri peroranti ingresso in Italia, riserva esclusiva di cittadinanza e dei diritti politici all’etnia italica residente in Italia.
Intervista al fondatore e presidente del MID.

 
 

VENEZUELA

Ma perché anche i sinistri italiani blaterano di eversione contro Maduro?

Le ultime elezioni legislative si sono svolte nel dicembre di due anni fa: il partito di destra, cioè il MUD, ribaltò il risultato delle precedenti (presidenziali), battendo il partito della sinistra, cioè il PSUV, per 56,3% a 40,9%. Da allora il presidente di sinistra fronteggia un parlamento dove il MUD ha 112 deputati e il suo partito, il PSUV, 55. È una contraddizione ingestibile perché nessun Paese può permettersi un governo che rema a sinistra e un parlamento che gli rema contro. In democrazia vale l’esito dell’ultima consultazione, nella quale il popolo ha chiaramente bocciato la sinistra, dunque, implicitamente, anche Maduro. È lecito opinare che la maggioranza dei 31 milioni di venezuelani sia disinformata sulle benemerenze di Maduro, che, in continuità con il predecessore Chavez, destina gran parte della ricchezza del Paese (una produzione di 2,5 milioni di barili di petrolio al giorno, di cui uno e mezzo esportato) all’emancipazione dei poveri; si può anche ritenere che il popolo venezuelano si lasci facilmente irretire dai media, egemonizzati dalla destra, oppure che i poveri e i piccolo-borghesi venezuelani siano masochisti a votare il MUD, alfiere degli interessi dell’alta borghesia. Ma sono obiezioni che s’infrangono dinanzi all’oggettività dei numeri, essenza e cardine di ogni democrazia in tutto il mondo: per il MUD ha votato la maggioranza assoluta degli elettori. Ed è consequenziale e logico che i conquistatori del parlamento reclamino una nuova presidenza che gli sia consona, anche a costo di prendersi con la forza ciò che gli spetta di diritto. Eppure i sinistri d’ogni latitudine sproloquiano di golpe, come se democrazia fosse sinonimo di sinistre al potere…

 
 

 

LA CINA E (È) L’OCCIDENTE

Da pericolo giallo a gendarme giallo

Il recente colloquio tra il presidente Xi Jinping e il suo omologo sudcoreano Moon Jae-in corrobora la divisione internazionale del lavoro e dei profitti sancita dalla triade che aspira a regolare il mondo, nonché l’intreccio dei ruoli. La Cina mette a disposizione il più vasto e conveniente mercato di consumo e di braccia del mondo, trasformando parte del surplus in dollari da riversare nelle sitibonde casse del Tesoro americano; in cambio ha luce verde per accaparrarsi carature di banche, opifici e centri di distribuzione nel Nuovo Continente. L’Europa, a contropartita della licenza di insediarsi in Cina a sfruttarvi i lavoratori, fa spazio agli investitori cinesi nel Vecchio Continente. Ciascuno dei tre partner si fa carico di mantenere l’ordine capitalista nei rispettivi domini. Così tocca alla Cina spegnere le turbolenze nelle penisola coreana. Quanto alla Russia…

 

Il certificato di esistenza in vita del signor Silvio

Da otto anni il signor Silvio C. riscuote mensilmente una rendita di mille euro...

 
 

 

USA

Le bombe atomiche presentano il conto

Ne costruiscono dal 1943, con un ciclo produttivo che, dalla fabbricazione del plutonio allo smaltimento dei cascami e degl’impianti e degli ordigni obsoleti, ha impregnato l’aria, il suolo e il sottosuolo di radioattività di gran lunga superiore a quella tollerata dall’uomo e da ogni altro essere vivente. Per tacere delle centinaia di bombe esplose, di cui una decina per uccidere: due sul Giappone, le altre, cosiddette mininuke, su Irak e Afghanistan. Per ragioni di praticità e risparmio, gli americani hanno stivato scorie e altro materiale radiante soprattutto nel sito di Hanford (Stato di Washington), vasto oltre 1.500 chilometriquadri. Hanford è innervato di tunnel profondi che si credevano a tenuta stagna. Credevano, appunto: il 9 maggio, durante un’ispezione di routine, si scopre che i tunnel sono sprofondati, riversando tonnellate di veleni in strati permeabili e nelle falde acquifere. I danni? Chissà quanti anni d’indagini e di superamento di barriere censorie ci vorranno per fare la conta dei morti, degli ammorbati e avere un’idea delle devastazioni ambientali…

 
 

US AIR SUPERFORCE

Le rane e il bue

Quando il capo della Cina, Xi Jinping, va a rendere visita a Washington utilizza un Jumbo, cioè un quadrigetto progettato e costruito negli Stati Uniti dalla Boeing, appaltatore del Pentagono. Significa che Xi Jinping, dal momento in cui mette piede su questo aereo a quando ne discende, non gode d’un momento di privatezza. Tra i 60 computer di cui la fusoliera e le ali sono imbottiti sono incistate decine di microspie che registrano tutto che si fa e si dice a bordo. Perché Jinping non usa un aereo fabbricato in Cina? La risposta rivela l’arretratezza tecnologica di questo Paese: perché i cinesi non hanno ancora imparato a costruire un aereo affidabile e performante come il Jumbo. Eppure i supertifosi a oltranza della Cina, a cominciare dai comunisti italiani, scrivono che Pechino ha colmato il gap con gli USA. Non sono i soli a sottostimare il persistere della supremazia tecnologica americana sul resto del mondo. Gli europei, Germania e Francia in testa, si sono piccati di costruire un aereo per paracadutisti in grado di competere con quelli sinora acquistati dagli USA, cioè il C17 della Boeing e il C130J Super Hercules della Lockheed Martin (il discendente del modello che, negli anni Settanta, alimentò in Italia lo scandalo delle bustarelle incassate da democristiani e socialdemocratici per comprarlo). L’aereo alternativo del consorzio europeo Airbus si chiama A400M, da costruirsi in 174 esemplari, al costo complessivo di 28 miliardi di dollari, circa 160 milioni di dollari a pezzo. Acquirenti: 7 Paesi, Francia e Germania con 50 esemplari a testa. Ebbene, a dieci’anni dalla posa della prima lamiera, ne sono stati realizzati meno di due decine, e tutti con inconvenienti che tradiscono l’inferiorità dell’Europa rispetto all’America: basti pensare che, a causa della turbolenza delle eliche, i paracadutisti non possono lanciarsi dai portelloni laterali (intasando quello di coda e allungando i tempi di lancio) mentre i motori debbono essere revisionati a cadenze assai più ravvicinate rispetto a quelle degli aerei made in USA. Eppure per la stampa del Vecchio Continente l'A400M «dimostra come la tecnologia aeronautica franco-tedesca non abbia nulla da invidiare a quella degli Stati Uniti»…

 
 

IRAN

L’ombra di Mahmoud Ahmadinejad

Irretita e spaventata dall’ipercapitalismo statunitense, la Guida Suprema Ali Khamenei ‒ la cui unica attenuante è di aver perso la solidarietà della Cina ‒ ha deciso che l’amerikano Hassan Rohani venga riconfermato presidente. Dopo aver impedito la candidatura di Ahmadinejad, che sicuramente l’avrebbe battuto, ha ora il problema di simulare un minimo di competizione elettorale. Così la propaganda di regime esalta due comprimari di mezzo rango, Ebrahim Raisi, sacrestano-gestore del mausoleo di Reza, e Mohammad Baghar Ghalibaf, sindaco di Teheran. Ma al tempo stesso li sminuisce, nella tema che possano riscuotere più voti di quelli contemplati dal copione. Così Raisi viene accusato di fare la cresta sui 100 mila pasti distribuiti giornalmente ai poveri e ai pellegrini di Machhad, dove appunto si trova il mausoleo di Reza, mentre l’ex sindaco viene messo in croce perché i pompieri di Teheran non furono lesti nello spegnere l’incendio nel principale centro commerciale della capitale, il che equivale a profanare il tempio del dio quattrino. Malefatte infamanti, al cui cospetto gli eccessi capitalistici del presidente Rohani, contro cui insorgono minatori esausti da condizioni di lavoro disumane e peraltro non pagati da mesi, sono inezie. Cronaca da un Paese dove l’unico protagonista della campagna elettorale è il candidato escluso…

 
 

 

L’ELETTORATO DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI

Vota babbeo

Per quanto un Paese possa vantare una quota di cittadini colti, maturi ed etici, questa non può raggiungere la maggioranza relativa. Ne deriva che a scegliere i mandatari saranno sempre i mandanti ignoranti, immaturi e amorali. L’incidenza di costoro sul totale degli elettori è in continuo aumento in conseguenza del crescente imbarbarimento mediatico, che si avvale di tecniche di manipolazione e di dispositivi elettronici in grado di svilire l’opera educativa dei buoni maestri. Ai quali s’impongono modalità operative inedite: ne azzardiamo qui un inventario.

 
 

 

FRANCIA

Il trionfo della telemarchetica

Un mese prima delle elezioni presidenziali i proprietari dell’Eliseo ne hanno scelto il futuro inquilino: un subordinato senza autonomia né eccelso cerebro, un esecutore affidabile, ben tenuto in briglia da moglie-mamma: un micron, appunto. Le loro previsioni sono state confermate con un’approssimazione dello zero virgola, a dimostrazione dell’acrisia in cui affogano i teledipendenti. Ai telecrati d’Oltralpe è bastato condizionare il 43% degli elettori per sbaragliare una maggioranza svogliata e pure avviata all’allocchimento…

 
 

ALGERIA

Perché 72 elettori su 100 non hanno votato? Chiedetelo alla NATO

Alle consultazioni politiche del 4 maggio 63 elettori su 100 non sono andati a votare. E un quarto di quelli che ci sono andati hanno lasciato la scheda in bianco o l’hanno annullata, benché potessero scegliere tra 60 partiti. Col che i cittadini estranei alle elezioni salgono al 72%. Dunque la stragrande maggioranza degli algerini ha bocciato tutti i candidati. Logica democratica imporrebbe il licenziamento in tronco di tutti 60 i partiti, a cominciare da quelli di governo, che sono i primi responsabili della disaffezione dei cittadini. La regola-cardine della democrazia è chiara: i più hanno sempre ragione, i meno hanno sempre torto. È una pura questione di numeri, non di valori. Ma quando questa regola nuoce al potere, questi ne fa abiura: la maggioranza è sacra, ma se non si raggiunge allora si sacralizza la minoranza. Così l’Algeria entra nel novero dei Paesi sedicenti democratici nei quali i più perdono, mentre i meno vincono. Ma perché oltre 7 algerini su 10 si sono fatti beffa del sacro rito elettorale? Per trovare la risposta bisogna riesumare antefatti che iniziano nel 1988, quando in Algeria viene introdotto il pluripartitismo, cioè la democrazia. Sino ad allora il Paese era governato dall’FLN (Front de libération nationale), il partito che nel 1962, dopo anni di resistenza, aveva sfrattato i colonialisti francesi. Così, nel 1991, si svolge la prima autentica competizione elettorale, nella quale l’FLN perde clamorosamente. A stravincere è il FIS (Front islamique du salut), che propugna l’affrancamento del Paese dalla sudditanza alle multinazionali che ne saccheggiano le risorse: gas e petrolio. Allora il clan delle multinazionali, di cui l’FLN è diventato alfiere, ordina l’annullamento delle elezioni. Il governo, sostenuto dalla NATO, esegue: il FIS è messo fuorilegge e il dominio della minoranza sulla maggioranza è imposto a prezzo di centomila morti. Una lezione che la maggioranza degli algerini non ha dimenticato: è umiliante e vano andare a votare in un Paese dove puoi votare soltanto partiti graditi alla NATO

 
 

 

PROVE DI POST-DEMOCRAZIA

Il villaggio condominiale

Un grumo di case, moncone d’un paese spopolato dall’emigrazione; 72 abitanti, pari al doppio del più piccolo Comune d’Italia (che è Moncenisio, provincia di Torino); tutti i nuclei familiari si sono associati in un’amministrazione condominiale, a capo della quale hanno posto un Consiglio dei Saggi, che a sua volta esprime un presidente con pieni poteri in campo politico e amministrativo. Consiglio e presidente non sono elettivi ma si rinnovano per cooptazione. Il presidente gestisce tutti i servizi centralizzati della comunità, dalla lavanderia allo spaccio alla distribuzione dei farmaci alle riparazioni alle migliorie collettive all’aiuto ai singoli in difficoltà. Una volta al mese si tiene un’assemblea generale dove il presidente accoglie le proposte, le richieste e le lamentele di chiunque, e alla fine decide insindacabilmente da solo. Le decisioni del capo sono senza appello e le sanzioni, da quella morale a quella pecuniaria all’allontanamento, sono senza appello. Qui è impossibile trescare e le divergenze, mai coperte dall’irresponsabilità di un voto segreto, fioriscono in discussioni che sono l’essenza della democrazia autentica, che è tale in quanto viene negata a chi è deprivato dei requisiti di intelligenza, di cultura e di etica per praticarla.
Cronaca di un’esperienza di crescita civile che dà frutti eccellenti da quasi tre anni…

 
 

TONTOCRAZIA & CLEPTOCRAZIA

Ma com’è facile intortare il popolo sovrano

Le truffe ai danni di povericristi colpevoli soltanto di ingenuità e ignoranza, spesso esasperate dalla senilità, aumentano a dismisura, anche a riflesso dell’invecchiamento sociale. Si tratta quasi sempre di raggiri puerili, perpetrati da microcriminali non molto più astuti delle loro vittime, le quali continuano a soccombere perché, diseducate a non leggere e dunque disinformate, non si lasciano mettere in guardia da chi c’è cascato prima di loro. Tanta propensione del volgo a truffare ed essere truffato è insieme causa ed effetto del maggiore, colossale saccheggio operato da politicanti e pubblici funzionari ai danni delle casse pubbliche. Ecco un campionario delle microtruffe più diffuse e innovative – raramente punite – contrappuntato da una rassegna di quelle maxi – quasi sempre impunite. Anzi, premiate: in 69 anni di democrazia e a disdoro di 27 legislature, il popolobue insiste a plebiscitare lo stesso genere di sciagurati mandatari. Perché dovremmo compiangere mandanti tanto masochisti da farsi fregare sia alla grande sia alla piccola: da legislatori in guanti bianchi e da ladri di passo a mani luride?

 
 

 

BRESCIA: L’ANNUALE SAGRA DEI FANCIULLONI

Mille Miglia per ritrovarsi al punto di partenza

Decenni fa uno psichiatra faceva sfilare i malati mentali in una processione annuale di pochi chilometri dedicata a Marco Cavallo. I pazzi non guarivano, ma si divertivano, trovando requie al malessere, mentre l’esibizione delle loro bizzarrie faceva riflettere gli spettatori, in buona parte sani. Qualcuno guariva.
A Brescia si replica annualmente analoga formula terapeutica, con la differenza che la sfilata è lunga 1.600 chilometri, si percorre su balocchi a motore, è riservata ai portatori di “esibizionismo compulsivo regressivo in soggetto dissociato e ad alta capacità di spendita”, mentre gli spettatori, in buona parte insani, godono a indossare i panni della plebe festante. Non s’è mai registrata remissione alcuna, né al di qua né al di là delle transenne.

Ecco il copione d’un rituale ultracostoso, mediatizzato, ambito dalla politicanza e insultante il buongusto e il buonsenso.

 
 

NOUS AVONS CHOISI NOTRE ESPÉRANTO

Oui, c’est le français

Toute notre production ‒ presque toujours exclusivement version papier ‒ c’est dans la langue de Molière, en plus de l’italien. Voilà les raisons pour lesquelles nous rejetons l’usage de l’anglais, langue marchande, réglée par le mensonge et les à-peu-près, esclave de la manipulation.

 
 

 

LA MAPPA DELLA MASSONERIA LOMBARDA

Livella, Serpente e Vermicelli

Dalla Loggia Sovrana che condiziona i media e i governi giù giù  sino alle loggette d’infimo conio dove maestri improvvisati si contentano di sistemare i figli. Milano si conferma capitale anche dell’Italietta che si diletta, si arricchisce e spesso delinque di presunto occultismo…

 
 

 

LA PESSIMA SCUOLA

Ottomila presidi: alcuni bravi, molti incapaci, tutti malpagati e pavidi

Hanno un carico di lavoro spropositato perché il ministero li ha sfoltiti sino ad appioppar loro cinque scuole a testa; hanno un contratto di lavoro scaduto da sette anni; debbono obbedire a una gragnola di direttive ministeriali idiote, perditempo e contraddittorie; sono obbligati a prendere in considerazione anche le richieste più insensate di genitori preoccupati soltanto di avvantaggiare i figli; invece di ricevere adeguato supporto dai superiori gerarchici, a cominciare da quelli regionali, ne sono vessati; sono legalmente responsabili di tutto ciò che si muove in ambito scolastico, ma sono deprivati di poteri adeguati. Eppure, benché siano organizzati in ben 6 sindacati (ANP,  FLC CGIL, CISL scuola, UIL scuola, SNALS e Dirigentiscuola) subiscono le angherie dei politici e non hanno il coraggio di aprir bocca neppure per esigere dal governo condizioni operative rispettose della loro dignità professionale e dell’alta funzione sociale svolta. Salvo dar sfogo ad amenità come quella odierna: il segretario di Dirigentiscuola ha esortato i suoi 500 sodali a fare lo sciopero della fame. Ora sappiamo che la scuola italiana abbisogna anche di “presidi di sostegno” per soccorrere i più somari della categoria…

 
 

VIAGGIO NELLA TIFOSERIA LOMBARDA DI FORZA ITALIA

«Perché dovremmo tornare al governo se la Banda Renzi serve i nostri interessi meglio di quanto potremmo fare noi?»

Plausi «all’alta strategia del Cavaliere, che si è fatto beffe del referendum dell’autunno scorso». Ecco come i forzisti preparano le future elezioni e che cosa si aspettano dai “loro” governi targati PD.

 
 

CGIL-CISL-UIL

Da paladini degli operai a co-sfruttatori di badanti

Rapporto sulla squallida deriva di sigle dal passato glorioso: disertate dai lavoratori delusi e ancor più da quelli pavidi, e dunque sempre meno in grado di prostituirsi al padronato, sono ridotte a dare una patina di legalità formale al traffico di donne affamate che lasciano le famiglie all’Est per pulire il culo ai vecchi italiani…

 

ARTICOLO CORRELATO:

Quando i militari golpisti temevano soltanto la cittadella rossa di Sesto San Giovanni, dove la CGIL era egemone

 
 

 

ITALIETTA

Comunisti col cappello in mano

Chiedono soldi per mandare avanti siti penosi e per pagarsi viaggetti all’estero a solidarizzare con altri marginali simili a loro. Organizzano grotteschi convegni adulatori della Cina, da cui invocano prebende e inviti a Pechino. Surrogano l’azione sociale con l’aggiornamento del registro dei buoni e dei cattivi, con lodi agli uni e biasimi agli altri. Esclusi dal proscenio mediatico nazionale e dunque banditi dalle istituzioni rappresentative, nonché incapaci di produrre informazione professionale ed efficace, sproloquiano da decenni nel sinistrese più bieco, inconsapevoli di trascolorare nella macchietta. Analisi delle microsigle che usurpano gl’ideali di falce e martello…

 
 

 

L’ITALIA INVISIBILE AI MEDIA

Un’altra forgia di futuri cittadini

È nata a Monticelli d’Oglio, nella Bassa Bresciana, una scuola di cittadinanza, che si prefigge di selezionare e formare persone vocate a contribuire alla crescita morale e civile della società. Ecco come funziona, chi sono i docenti, che cosa vi si insegna e in quali prospettive operative si colloca.

 
 

L’ITALIA DI SERIE B

La follia delle primarie

Un partito democratico dovrebbe far scegliere i propri vertici agli iscritti, come si faceva un tempo nei congressi. Invece i gestori del PD hanno prima composto in assolo una rosa di candidati e poi ne hanno affidato il gradimento a gazebo dove poteva votare chiunque, persino gli iscritti ad altri partiti, e dove non c’era alcuna garanzia che i furbi votassero più volte. In un partito democratico i candidati dovrebbero confrontarsi su un piano di parità ed esclusivamente in ambiti mediatici indipendenti e dotati di un minimo di deontologia, mentre il candidato Matteo Renzi – lo stesso che nell’autunno scorso venne sconfessato da un referendum istituzionale – ha beneficiato del sostegno delle reti di Berluska, un figuro che mai sarebbe potuto entrare legalmente in parlamento e che mai avrebbe potuto monopolizzare la quasi totalità dell’emittenza privata. Eppure oltre un milione e mezzo di utili idioti – pari al 3,3% degli italiani con diritto di voto – si sono mobilitati per sostenere una sceneggiata che espone il Belpaese al ridicolo internazionale e che il popolobue nostrano ha vissuto con la stessa puerile, ridanciana, insensata levità con cui segue una partita di calcio. Se la sapesse tutta, povero popolobue, volturerebbe il riso in pianto perché le conseguenze sociali e politiche di tanta dabbenaggine collettiva sono tragiche…

 
 

 

ARRETRATI

 

 

LIBRI

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer