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ARTICOLO RISERVATO

 
 

 

DA JEUNE AFRIQUE

Tunisia: andare in spiaggia sotto (alta) sorveglianza

di Fawzia Zouari

 
 

 

TECNOLOGIA

Status bimbol

Tra gli optional della Turtle, l’ultimo SUV della casa automobilistica mongola Batorsfox, c’è il Recognizer...

di Gian Carlo Scotuzzi

 
 

 

SIRIA

Proponiamo in traduzione italiana un’interessante analisi di Réseau Voltaire:

Le Brigate anarchiche della NATO

Presentato in Occidente come avveramento di una simpatica utopia,  in realtà il  nuovissimo “Rojava” è uno Stato coloniale, voluto e realizzato nel sangue da Washington. Obiettivo: cacciare le popolazioni del Nord della Siria per sostituirle con persone  non autoctone. Per mettere in atto questa pulizia etnica, Pentagono e CIA hanno mobilitato militanti dell’estrema sinistra europea. Thierry Meyssan svela questo progetto insensato, in corso da un anno e mezzo.

di Thierry Meyssan


 
 

 

AFRICA NERA

Professione stupratore

È un mestiere ambito da molti uomini vigorosi del Malawi. È assai richiesto nella regione di Nsanje e per questo...

di Gian Carlo Scotuzzi

 
 

 

PROGRESSO SCIENTIFICO E REGRESSO SOCIALE

Vuoi guarire dalla leucemia? Sborsa mezzo milione di euro

Mettiamo ‒ il Caso non voglia ‒ che ti becchi la leucemia linfatica acuta. È un cancro che...

di Gian Carlo Scotuzzi

 
 

 

CONFERENZA NEL BRESCIANO

La fine del suffragio universale

di Gian Carlo Scotuzzi

Per una migliore fruizione dell’evento, si suggerisce la lettura dell’ultima analisi di Thierry Meyssan, proposta in traduzione italiana:


DA RÉSEAU VOLTAIRE DEL 5 SETTEMBRE 2017

Secondo Emmanuel Macron, l’epoca della sovranità popolare è superata

Pronunciando un discorso programmatico davanti ai più alti diplomatici francesi, il presidente Macron ha svelato la propria concezione del mondo e il modo in cui intende usare gli strumenti di cui dispone. Secondo Macron non esiste più sovranità popolare, né in Francia né in Europa, dunque non esistono nemmeno democrazie nazionali o sovranazionali. E nemmeno esistono più l’Interesse collettivo e la Repubblica. I beni comuni sono solo un catalogo eteroclito di cose e d’idee. Descrivendo agli ambasciatori il lavoro da compiere, Macron li ha informati che non dovranno più difendere i valori del loro Paese, ma trovare opportunità per agire in nome del Leviatano europeo. Entrando nel merito di alcuni conflitti, Macron ha descritto un programma di colonizzazione economica del Medio Oriente e dell’Africa.

di Thierry Meyssan

 
 

 

ESERCIZI FABULATORI

Se

Sere fa Antonio di Pietro e signora cenano in una trattoria popolare a prezzo fisso, a Bergamo. Occupano un tavolo affacciato sul cortile interno, dove vociano pelli dorate e orgogli per il SUV da 50 mila euro in leasing. I Di Pietro sono gli unici attavolati nel salone peraltro pesticciato dai pendolari del buffet delle verdure, a volontà. Finché, a un paio di metri dai due, si sistema un vecchietto che la prossimità con l’illustre ex magistrato risalta per insignificanza. Al pari dell’Illustre, l’Insignificante è dimestico della bizzarra consuetudine della Casa, che rimpiazza l’ordinazione orale con un foglietto ove il cliente scrive i piatti scelti dal menù. Insieme al foglietto, a disposizione della cameriera, l’Insignificante posa sul tavolo un manoscritto d’una ventina di pagine. Quando arrivano i casoncelli alla bergamasca, l’Insignificante sospinge il manoscritto all’estremità del tavolo, in direzione dell’ex magistrato. Soltanto ora l’Insignificante sembra rendersi conto che il titolo a maiuscole grassette sul manoscritto ‒ Ipotesi di un controgolpe mediatico ‒ facilmente leggibile da avventori e cameriere in transito, stride, per pondo tematico, in un contesto dominato da squittii e levità, e allora capovolge il fascicolo.
Di Pietro e signora si alzano, trascorrono accanto al manoscritto, vengono salutati dal «Ciao, Antonio» della trattora e se ne vanno.
La trattora, benché reputata accortissima, non ha badato dove sia finito il manoscritto: se l’Insignificante se lo sia rimesso nello zaino o se un avventore in transito se lo sia portato via, scambiandolo per il programma d’una delle molte feste che cadenzano il pacioso, mansueto trullallà degli orobici, sempre a invocar
circenses.
Di Pietro è forziere di ricordi inediti sulla genesi, sullo sviluppo, sull’abuso e sull’affossamento di Mani Pulite, compreso il siluramento proprio. L’Insignificante è catalizzatore suscettibile di far reagire la memoria ‒ e fors’anche i documenti ‒ dell’ex magistrato con le aspettative di rifondazione della Repubblica all’insegna dell’onestà e della cacciata di quanti la soffocano di trame e ruberie. I due uomini sono elementi di una bomba binaria mediatica.
Se Di Pietro avesse letto il fascicolo, se ne fosse stato interessato, se si fosse lasciato cooptare nelle schiere dei controgolpisti, se le ipotesi evolvessero in piani, se…  

di Gian Carlo Scotuzzi

 
 

 

TRE GIORNATE DI RIFLESSIONE

La bivalenza dei riti collettivi

Siano laici o religiosi, riscuotono benemerenza etica quando declinano misericordia o sono pretesto d’ordine funzionale all’organizzazione sociale, ma diventano strumento di allocchimento e controllo quando i registi e gli officianti sono aridi o in malafede. Provvida la rilettura del Traité d'histoire des religions di Mircea Eliade. Il programma.

di Gian Carlo Scotuzzi

 
 

 

ARRETRATI

 

 

LIBRI

 
lasmonda la smonda mafro obletter giancarlo scotuzzi hans defregger il cronista associazione giornalisti etici, Martha Fischer Gian Carlo Enrico Scotuzzi Gian Carlo E. Scotuzzi G.C. Scotuzzi G.C.S. GCS G.C.E.S. GCES